Emily Jacir è un’artista palestinese nata a Betlemme nel 1970. Lavora e vive tra Roma e Ramallah e ha esposto ampiamente sia in America, che in Europa e in Medio Oriente.

Jacir utilizza diversi mezzi tra cui video, fotografia, installazione, performance, scultura ed effetti sonori. Dal 1999 è attiva nella ricostruzione delle scena artistica di Ramallah, organizzando numerosi progetti ed eventi. Nel 2007 ha vinto il premio statunitense “Golden Lion for artists under 40”.

Tra i suoi maggiori lavori c’è “Where we come from” (2001-2003), in cui Jacir chiese a più di 30 palestinesi che vivono all’estero e nei territori occupati “cosa vorrebbero che fosse fatto per loro e per la Palestina”. Una volta raccolte le risposte l’artista le trasformò in una performance estesa, intima e politica al rempo stesso.

“Crossing Surda” (2003) è un video realizzato con una telecamera nascosta e che filma i piedi dell’artista mentre era minacciata con una pistola alla tempia da un soldato israeliano.

In “Material for a Film” (2005) Jacir entra nei panni di Wael Zuaiter, un intellettuale palestinese residente a Roma e assassinato nel 1972 dai servizi segreti israeliani. L’uomo era stato ritenuto ingustamente colpevole dell’ assassinio di undici atleti israeliani e un poliziotto tedesco durante le Olimpiadi di Monaco.