Oliviero Toscani, celebre pubblicitario e fotografo italiano, nasce a Milano nel 1942.

Nel corso degli anni Toscani ridisegna i parametri morali del mondo degli “advertisemnts”, impiegando il proprio senso artistico ed estetico, seguito da un tocco di genio, alla creazione di immagini e scatti struggenti e provocatori.

Studia presso l’Università Delle Arti di Zurigo e da subito inizia a collaborare con riviste di alto prestigio come Elle, Vogue e Harper’s Bazaar per poi fondare nel 1990 il giornale “Colors”. Si è poi occupato di campagne pubblicitarie di marchi come Chanel, Valentino ed Esprit e qualche anno dopo, 1993, fonda “Fabrica”, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna la quale lancia progetti cinematografici premiati a festival di grande rilievo come quello di Cannes e di Venezia.“Fabrica” si è poi dedicata a mostre, esposizioni e programmi televisivi commissionate dall’ONU, Mtv, Rai e Mediaset.

Qualche anno prima, 1982, cominciava la collaborazione con il gruppo Benetton durato poi fino al 2000, anni in cui Toscani espresse al massimo la propria indole artistica attraverso pubblicità molto personali e spesso di grande impatto visivo. I suoi lavori sono stati esposti alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano ed in musei di fama internazionale da Mexico City ad Helsinki. Vince anche innumerevoli premi tra cui quattro Leoni d’Oro e il Gran Premio UNESCO.

Provocatorio, innovativo Oliviero Toscani esplora attraverso la fotografia volti e storie di grande impatto. La semplicità dei visi è straordinariamente acuta: sono occhi che parlano, sguardi che professano una loro lingua. Anche per questo egli fu accusato più volte di “shockvertising”, un termine innovativo nato per descrivere la reazione di chi assiste alle sue creazioni, ovvero lo shock più assoluto. Istiga nel pubblico una sensazione di sgomento, sconforto e soprattutto interdizione.

Tale effetto nasce dalla volontà di Toscani di trasmettere un messaggio immediato e colpire lo spettatore lasciando un’impronta nella sua mente. Si dedica poi a campagne affiancate dal Ministero della Salute contro l’anoressia ed il femminicidio, ribadendo lo sfruttamento dell’immagine della donna come una “mercificazione del corpo femminile negli spot pubblicitari.”

Una delle campagne choc più celebri di Toscani fu proprio contro l’anoressia nervosa che nel 2007 destò critiche e dure accuse in seguito alle foto scattate alla modella e attrice francese Isabelle Caro, appunto affetta dalla malattia. La sua gigantografia mostra una donna seduta di spalle, lacerata, la pelle tesa sulle ossa fragili e sottili. Vi furono sia critiche positive a sostegno della campagna, soprattutto nel campo della moda tra stilisti come Roberto Cavalli, Dolce e Gabbana e Giorgio Armani, che negative da parte dell’assessore del Comune di Milano e della senatrice Mariella Burani Procaccini.

Artista a tuttotondo, Toscani affronta altri temi attuali di grande rilevanza come la battaglia contro l’Aids e la discriminazione razziale attraverso foto che usano una simbologia piuttosto chiara. Una delle più controverse, scattata per il gruppo Benetton, immortala tre cuori umani posti in fila, apparentemente identici, ma con scritte nere in grassetto che indicano il colore della pelle di provenienza dell’organo. Immagini crude ma che istigano lo spettatore a riflettere.

 

Un articolo di Eleonora Recupero