Joseph Kosuth

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Joseph Kosuth è uno dei principali esponenti dell’Arte Concettuale, movimento che definisce l’opera d’arte non tanto per le proprietà estetiche che la caratterizzano, quanto per il concetto e l’idea riferita all’arte.

Kosuth considera quindi l’opera d’arte come un’investigazione sulla natura del linguaggio artistico, come una definizione dell’artista su cosa l’arte è. “La mia opera è una costruzione della sua stessa idea”, afferma l’artista.

Negli anni ’60 del 1900 i suoi lavori sono delle analisi sul rapporto tra oggetto, immagine e definizioni concettuali, come nel caso dell’opera “Una e tre sedie”, del 1965. L’installazione è realizzata con una sedia, la fotografia della sedia nella stessa posizione in cui la vediamo e la definizione presa da un dizionario che descrive il termine “sedia” in tutte le sue varie accezioni.

Nel 1966  con “Art as idea as idea” l’arte è completamente dematerializzata e viene rappresentata unicamente con definizioni concettuali di elementi prese dal dizionario. L’arte si emancipa così dal supporto e dal mezzo, esprimendosi unicamente attraverso il dato concettuale, cioè l’idea espressa linguisticamente.

Tra i materiali utilizzati dall’artista c’è anche il neon, utilizzato per decontestualizzare un elemento simbolo della pubblicità con giochi di parole e colori.

Il neon è simile alla scrittura, non è permanente. Ha una diversa dimensione della permanenza. Poiché il neon tende ad adattarsi bene ai progetti pubblici, che attirano più attenzione, la gente associa la mia opera ad esso. Ho iniziato ad usarlo a metà degli anni sessanta, ma rappresenta soltanto uno dei modi in cui lavoro.