Anish Kapoor

Anish Kapoor è uno scultore e architetto nato a Bombay nel 1954 e cresciuto nel Regno Unito. Divenne famoso negli ultimi decenni del Novecento con le sue installazioni composte da forme biomorfe ed enigmatiche, che traggono ispirazione dagli assemblage di Marcel Duchamp, dall’opera di Joseph Beuys e dall’Arte Povera.

Nei suoi lavori Kapoor affronta diverse tematiche come ad esempio quella dell’ extraterritorialità, della dualità, il concetto di vuoto e l’androginia, intesa come dualismo tra l’ uomo e la forza generatrice femminile.

Le sculture di Anish Kapoor sono composte da elementi riflettenti o da altri materiali come il marmo, il legno e il gesso ricoperti da pigmenti vivi e purissimi, che richiamano la cultura indiana. Le opere vengono inserite in un contesto naturale o urbano e assorbono lo spazio al loro interno facendolo diventare parte dell’opera d’arte, mentre l’immagine riflessa viene sublimata, traformata o addirittura annullata.

Le opere di Kapoor lavorano sulla dimensione fisica e percettiva dello spazio, distorcendo l’immagine dello spettatore e dell’ambiente circostante, ribaltando quest’ultimo anche in base alla loro angolazione. Il senso sta nella creazione di una dimensione atemporale, immateriale, spirituale dove gli opposti si attraggono e coincidono in una nuova unità che è allo stesso tempo materiale e immateriale, interiore e esteriore, temporale e infinita. Questa tematica è improntata sull’esempio di dottrine derivate da religioni orientali, prima fra tutte l’induismo.

Sono molto interessato al non-oggetto o il non-materiale. Ho fatto oggetti in cui le cose non sono quello che in un primo momento sembrano essere. Una pietra può perdere il suo peso o un oggetto in modo speculare può mimetizzarsi nei suoi dintorni da apparire come un buco nello spazio.

Opere come La guarigione di San Tommaso (1989) o Madonna (1989-90) sono installazioni dal titolo esplicativo che indagano il mistero del sacro. La prima cosiste in una leggerissima raschiatura rossa fatta su una delle pareti bianche della sala espositiva, analogia della ferita sul costato di Cristo che San Tommaso bramava di toccare per accertarsi della sua umanità. L’opera Madonna è invece un disco sospeso in aria dall’aspetto illusorio e dalla misteriosa forza attrattiva. Nella curiosità di svelare se l’opera sia pittorica o tridimensionale, lo spettatore si trova di fronte all’assenza dell’opera stessa, un mistero inafferrabile come la verginità di Maria.

Turning The World Upside Down (1995) è un’enorme scultura collocata all’esterno dell’Israel Museum di Gerusalemme. Una struttura in acciaio, cilindrica e riflettente, su cui è visibile il riflesso del pavimento fino al cielo e in cui lo spazio concavo sembra risucchiare lo spettatore all’interno delle profondità vertiginose dell’opera, senza la possibilità di uscire fuori.

La Taratantara (2001) è una delle 5 sculture costituite da un elemento ad anello e uno a ellissi del progetto Tees Valley Giants. L’opera è costituita da un’enorme tela rossa in PVC attaccata a un supporto in acciaio alto 50 metri. Il colore rosso è utilizzato in qualità di simbolo del tramonto, della passione, ma soprattutto del sangue e dell’interno del nostro corpo. L’opera è allo stesso tempo luogo mentale e materiale, tangibile e intangibile, infinito e illusorio.

Il Cloudgate (2006) è un’imponente scultura pubblica installata nel Millennium Park di Chicago e soprannominata“Il Fagiolo”, per la sua caratteristica forma allungata. Il disegno dell’opera si ispira al mercurio liquido ed è nota anche per aver avuto un iter costruttivo molto lungo, dovuto alla complessità dell’assemblaggio dell’opera. La struttura è costituita da un arco di quasi 4 metri, sotto il quale si trova una camera concava che curva vertiginosamente le immagini riflesse, mentre il resto della superficie fatta di specchi distorce il cielo, la terra e i grattacieli di Chicago.

Altre opere simili al Cloudgate sono lo Sky Mirror e Tall Tree And The Eye, entrambe del 2009. Quest’ultima è esposta al Guggenheim Museum di Bilbao, mentre la prima è stata esposta in varie parti del mondo, tra cui il Kensington Park di Londra e il Rockefeller Center di New York. Tall Tree And The Eye è una torre alta 15 metri composta da una composizione di 75 sfere a specchio che danno l’effetto di immaterialità e leggerezza.

 È un insieme di immagini che ho sempre amato nei suoi sonetti a Orfeo e questo lavoro è, in un certo senso, una sorta di occhio che riflette le immagini senza fine. (Rainer Maria Rilke)