Banksy

Robin Guninggham, in arte Banksy, nasce a Bristol nel 1975. Verso la fine anni ottanta, ha inizio la sua carriera artistica e diventa nel corso degli anni uno dei maggiori esponenti della Street Art.

Banksy sviluppa i primi graffiti con un gruppo emergente di writers inglesi, i “Bristol’s DreyBreadZ”, firmandosi Kato o Tes. A partire dal raduno “Walls on Fire”, organizzato nel 1988 con l’amico Inkie, Banksy si distacca dal gruppo iniziando a decorare le metropoli di tutto il mondo.

I suoi disegni sono spesso accompagnati da uno slogan contro il capitalismo e le istituzioni e diffondono messaggi in difesa dei diritti umani, contro la violenza, i pregiudizi, i luoghi comuni, l’inquinamento e i danni fisici e psicologici causati dal consumismo. I Graffiti di Banksy raffigurano icone della cultura di massa, ma anche persone comuni, soldati, membri della famiglia reale inglese, ratti e molto altro.

Le opere più celebri di Banksy hanno come protagonisti i bambini, raffigurati mentre imbracciano armi e circondati da scarti industriali e rifiuti tossici.

La tecnica utilizzata dall’artista, che ormai ne definisce la firma stilistica, è lo stencil. Banksy scopre lo stancil per la prima volta su un numero seriale di un camioncino della spazzatura sotto il quale si era nascosto per scappare dalla polizia.

Tra le trovate più provocatorie dell’artista, nel 2004 Banksy stampa una serie di banconote, poi distribuite al Notting Hill Carnival, con impressa l’immagine della Principessa Diana e della Regina Elisabetta e recante la scritta “Banksy of England” piuttosto che “Bank of England”.

Coinvolto anche in questioni internazionali, nell’agosto 2005 l’artista realizza dei graffiti lungo la barriera di separazione israeliana (in città come Betlemme e Ramallah). Banksy decora alcuni squarci di muro con vedute fantastiche e spiagge tropicali, creando finestre immaginarie che permettono di sbircire oltre la barriera.

A New Orleans, Banksy decora alcuni palazzi distrutti dall’uragano Katrina. Tra questi crea anche la raffigurazione di un membro dei Ku Kluzx Klan, cancellato nei giorni successivi.

Nel corso degli anni Banksy ottiene sempre più successo anche grazie a esibizioni, come quella di Los Angeles, e aste, dove le sue opere raggiungono cifre esorbitanti, la più alta £288.000.

Nel 2008 organizza il “Cans Festival”, parodia del celebre festival del cinema francese, nel quale raggruppò “stencil artists” provenienti da tutto il mondo come Mr Brainwash, Hero e gli italiani Lucamaleonte e Orticanoodles. L’esposizione viene realizzata all’interno di un tunnel abbandonato di Leake Street, a sud est di Londra.

Sempre nella capitale inglese Banksy comincia una serie di graffiti raffiguranti dei topi che esibiscono un cartello con vari messaggi provocatori come “We are all fakes”, ovvero siamo tutti falsi.

Nonostante il successo riscosso dall’artista, il lavoro di Banksy viene spesso criticato; Robert Davis, consigliere di Westminister, in seguito a un murales su un’officina di posta a Londra, afferma che se Banksy ha il permesso di tracciare graffiti come espressione artistica anche un bambino ha il diritto di usare lo spray. In seguito a tale reclamazione, il graffito fu coperto. Anche lo stesso sindaco di New York, città che Banksy ha usato numerose volte come tela da disegno, ha affermato che i graffiti sono solo un “segno di decadenza”.

 

Un articolo di Eleonora Recupero