Le tematiche

Per affrontare quest’analisi si può partire dal titolo. Un titolo che ci da una chiave di lettura delle tavole abbastanza esaustiva: un uomo che scompare nel silenzio. La sensazione immediata, subito verificata da una prima lettura, è che le tavole affrontino una parabola incentrata sul dolore, un dolore dato dall’assenza dell’altro fisica o psicologica (intesa come incomunicabilità quindi silenzio) e da una scomparsa che provoca un annullamento, una morte interiore.

Ogni tavola è quindi una storia di sofferenza ed è possibile rintracciare per ogni coppia immagine-testo la sensazione o l’elemento emotivo principale evocato da entrambi i linguaggi:

 

Tavola 1: solitudine

Tavola 2: scomparsa

Tavola 3: incomunicabilità

Tavola 4: gelosia

Tavola 5: isteria

Tavola 6: isolamento

Tavola 7: amore e rabbia

Tavola 8: silenzio

Tavola 9: amore filiale

 

Al di la delle vicende particolari narrate e visualizzate in ogni tavola, il tema della solitudine e dell’impossibilità di relazione è incluso in tutta l’esperienza di Louise Burgois. Lei vuole comunicare con il suo interlocutore la difficoltà di rapportarsi con l’altro, il suo sentirsi sola, abbandonata, il sentimento di incapacità di farsi capire. Questo comunicare l’incomunicabilità, potrebbe sembrare un paradosso, quindi una beffa dell’autrice nei nostri confronti, ma la sincerità evidente dell’opera porta ad escludere questa interpretazione. Al contrario, vedo in queste tavole tutta la forza della Bourgois, il suo desiderio “violento” di rivalsa, la sua capacità di combattere per risarcirsi dalle proprie mancanze e dalle proprie debolezze. Come se volesse dire “Non riesco a comunicare? Allora continuo a parlare finché non sarò capita. La mia sofferenza sembra non avere fine? Allora la combatto rendendola arte, reificandola”. Cito le sue parole : “Tutto l’andamento di questo libro riguarda il calo dell’autostima. E’ una discesa…una discesa nella depressione. Ma io credo nella resurrezione mattutina. E’ una ritirata, ma temporanea. Perdi la stima di te stesso, ma poi ti riprendi. Si tratta di sopravvivenza….della volontà di sopravvivere”

 

Un’idea ancora più chiara del messaggio si può avere tenendo in considerazione il fatto che le tematiche esposte sono ossessioni che Louise ha affrontato per tutta la sua esperienza artistica e che si ricollegano alle sue memorie, alla sua esperienza vissuta.

Il tema della solitudine e dell’incomunicabilità sono strettamente connessi e sono i più trattati nell’opera.

–         Nella Tavola 1 questi temi appaiono come solitudine per l’abbandono da parte della persona amata;

–         Nella Tavola 2 avviene la morte solitaria di un uomo totalmente chiuso all’esterno (“Si nasce soli. Si muore soli. Il valore dell’intervallo tra le due cose sta nella fiducia e nell’amore”)

–          Nella Tavola 3 il protagonista non ha la possibilità comunicare le proprie emozioni agli altri (le emozioni sono qualcosa di personale, di unico, e, in quanto tali, incomunicabili);

–          Nella Tavola 6 il Lebbrosario rappresenta l’isolamento fisico, la ghettizzazione dell’infermo;

–          Nella Tavola 8 l’isolamento dal mondo esterno avviene tramite il progressivo diminuire dell’udito del protagonista.

Tale sentimento di solitudine della Bougois derivava dall’allontanamento dalla sua famiglia in primis, ma anche dalla sua solitudine psicologica ed esistenziale. Il suo rapporto con gli altri era infatti contraddittorio. L’inferno sono gli altri o è l’assenza di altri? Il concetto di altro è sempre legato al dolore nella Bougois, un dolore che le viene inflitto durante l’infanzia dal padre e che lei stessa infligge alle persone amate per una pulsione immotivata, distruttiva e masochista che la caratterizza e la porta al tentativo di distruggere l’amore. Le persone quindi provocano dolore, eppure sono indispensabili per non essere soli e l’unico modo per liberarsi di questo dolore è attraverso la redenzione, la liberazione dalle passioni, la sublimazione delle ossessioni che solo l’arte permette. Quindi la sua è un’ arte individuale, solitaria e personale dal momento che ha una funzione curativa per le sue psicosi e le permette di controllare le sue passioni. Ma è anche un’arte pubblica perché, sebbene Louise afferma che il pubblico sia “una fesseria” e il dialogo raro, per lei la comunicazione è l’unico modo di liberarsi dalla solitudine. Nelle storie emerge questo bisogno imperioso di essere compresa, accettata, amata, presa in considerazione, dovuto al fatto che per tutta la vita l’artista si era sentita marginale, non necessaria e un peso per la sua famiglia. La sua arte è un’apertura al mondo, un’esclamazione che rivendica la sua presenza e forse una richiesta d’aiuto.

In due tavole appare la figura della madre (Tavola 4 e Tavola 9). La madre è uno dei personaggi che ritroviamo in molte sue opere e nella Tavola 4 è vista come una bambina gelosa delle sue cose che nasconde il suo piccolo tesoro accuratamente, il quale però finirà per consumarsi da solo. Un’allusione all’amore per il marito donnaiolo che non riusciva a tenere per se, un amore che nonostante l’intensità si era consumato. Nella Tavola 9 appare invece la Bourgois madre che vede nel suo bambino il desiderio di sopravvivere attraverso di lui e di esprimere la sua identità. Molto importante, in questo contesto, è stata la sua ossessione di essere inadatta ad avere figli e la successiva pulsione che la portava a detestarli e insieme a proteggerli. Questa tavola è anche collegata al tema dell’abbandono dei propri genitori, esperienza che aveva vissuto allontanandosi dalla famiglia per andare a vivere in America.

Il tema dell’amore fra uomo e donna appare invece nella Tavola 1 e 7. Nella prima tavola la donna è un essere fragile che ha bisogno di essere amata e che viene abbandonata. Il “farsi bella” prima dell’appuntamento ricorda la Louise che si prepara sempre psicologicamente prima di affrontare un uomo. La Tavola 7 esplica come l’amore sia una passione violenta  perché genera delle emozioni molto forti che possono portare a fare del male alla persona amata. Dall’altra parte ricorda anche La distruzione del padre: la pressione emotiva, la rabbia messa a tacere per tanto tempo scatena l’omicidio e il cannibalismo. Come in questa tavola dalla passione si arriva alla morte, così anche nella Tavola 5 il protagonista mosso da un’emozione fuori misura finisce con l’avere la testa tagliata.