John Kenn Mortensen

John Kenn Mortensen è un’artista danese di grandi doti, disegnatore, illustratore, sceneggiatore e regista.

Nato nel 1978 in una piccola città della Danimarca, Mortensen usa il disegno da sempre per fermare su carta le proprie idee, mentre lavora come scrittore e direttore di programmi televisivi per bambini a Copenhagen, città in cui vive attualmente con la compagna e i figli gemelli.

“Sono nato in Danimarca nel 1978. Scrivo e dirigo programmi per bambini, sono padre di due gemelli e non ho molto tempo per altre cose. Quando ce l’ho, disegno mostri sui Post-it. È la mia finestra aperta su un altro mondo, fatto di carta per ufficio”.

Già conosciuto per le animazioni Fishing with Spinoza (2007), Restaurangutang (2011) e Carsten & Gittes Vennevilla (2009), il suo successo è dovuto anche ai suoi strabilianti disegni su comuni materiali da ufficio, i Post-it, supporti artistici assolutamente non convenzionali, dove John rappresenta con totale precisione mostri surreali e fantastici partoriti dalla sua mente, che stanno spopolando nel mondo di internet, aggiungendo nell’arte contemporanea un altro tassello.

Su questi piccoli supporti, dalle classiche forme e dimensioni standard e dai colori che oscillano dal giallo acceso all bianco sporco, John Kenn Mortensen racconta delle storie, talvolta straordinariamente inquietanti ma al contempo così deliziose da solleticare la nostra curiosità e la nostra attenzione nell’osservare il suo modus operandi, la minuzia di particolari delle figure rappresentate e l’ambiguità narrativa, che ad un primo acchito sembrerebbe lineare ma che ad uno sguardo più attento palesa tutta la sua complessità, dovuta soprattutto all’inserimento di elementi appartenenti ad un immaginario surreale.

A volte posizionati per orizzontale e a volte per verticale, a seconda dello svolgimento della narrazione, i post-it sono delle finestre in cui piccoli bizzarri mondi vengono alla luce e dove tra scenari bucolici, piccole casette di legno e paesaggi marittimi, le visioni prendono vita.

Solo allora figure fantasmagoriche e mostri alati, squamosi, dalle bocche larghe e i denti aguzzi fuoriescono dai loro contorni per cercare di cogliere di sorpresa e di spaventare figure di bambini impauriti, a volte inconsapevoli, e a volte con sembianze terrificanti.

Srotolando idealmente i suoi lavori e accostando gli uni agli altri si può percepire come abbiano lo stesso linguaggio in comune, lo stesso spirito e la stessa anima surreale intrisa di magia.

Difatti, le scene e le figure si ispirano decisamente agli incubi dei bambini e alla cultura popolare, fiabesca, folkloristica e alla letteratura noir, nella quale Mortensen stesso inserisce tra i suoi maggiori punti di riferimento gli scrittori Stephen King e H.P. Lovecraft, mentre risulta evidente nell’immaginario anche il contributo dell’illustratore americano Edward Gorey per la ricchezza di dettagli tendenti al grottesco e al dark.

Tra le sue opere più ricche troviamo ad esempio They come soon dove campeggiano in aria figure di mostri con la testa a forma di scheletro e il corpo formato da stracci e strascichi, che sembrano osservare indisturbati i bambini, inconsapevolmente seduti su una vecchia poltrona, attendendo forse un loro piccolo movimento.

In Hide out invece i mostri si palesano di fronte al bambino che impaurito sembra rimanere seduto immobile guardando negli occhi il suo incubo peggiore uscire dalla botola di legno sul pavimento, mentre dalla finestra si intuisce che un altro essere inquietante è già pronto a spaventare definitivamente i sogni del piccolo.

 

Un articolo di Daisy Triolo