Ray Caesar

Ray Caesar nasce a Londra nel 1958 e vive nella zona a sud della città per poi trasferirsi a Toronto, in Canada, dove ancora oggi vive e lavora. Qui frequenta fino al 1980 l’Ontario College of Art e si specializza nello studio dell’arte applicata al digitale.

Per diciassette anni, Ray Caesar lavora come fotografo e illustratore dell’arte medica presso un ospedale psichiatrico Infantile. Il contatto con bambini maltrattati e vittime di abusi influenzano in maniera determinante la personalità, il carattere e le scelte artistiche di Ray Caesar, già segnato dal difficile rapporto con il padre.

Da queste esperienze nasce un disturbo dissociativo che lo spinge a isolarsi in un mondo immaginario e surreale, un dono che gli permette di liberarsi di ricordi e sogni opprimenti.

Nell’intervista del 2011 di Kisa Lala dell’Huffington Post, Caesar afferma:

Penso che la vita non sia una sfera chiusa. C’è una parte che comunica con l’esterno, come in un calice. E le voci che senti sono parte di te, ma anche parte di qualcosa d’altro, e ti rendono consapevole della differenza tra ‘entità inferiori’ e “entità superiori”. C’è una gerarchia in ciascuno di noi .

Nelle sue opere grafiche i ricordi si mescolano e si confondono indissolubilmente con i sogni e gli incubi che faceva da bambino. Queste oscure fantasie trovano sfogo proprio nelle sue illustrazioni, che riescono a liberare la mente dell’artista dal peso delle sue ossessioni.

Tra le opere legate alla giovanile esperienza lavorativa presso l’ospedale infantile, c’è emblematica Bride, dove l’artista raffigura una bambina che, da vittima di un padre violento, ritorna in vita in ricerca di vendetta. Il corpo della giovane presenta ancora i segni dello strangolamento subito, quasi un monito per lo spettatore alla violenza umana.

La maggior parte dei lavori di Ray Caesar propone un immaginario onirico-fiabesco che rimanda ai lavori legati alla scenografia cinematografica, e che gli valsero anche una nomination per gli Emmy. Le donne che raffigura sono delle giovani dalla pelle di porcellana, che non va inteso come un simbolo di purezza, ma piuttosto di sofferenza e di morte, Gli atteggiamenti delle protagoniste dei sui dipinti sono spesso provocatori e sensuali, dotati di un erotismo quasi macabro che genera una doppia reazione di attrazione/repulsione nello spettatore.

Molte delle opere su carta fotografica e legno sono state realizzate con la tecnica 3D del programma Maya, che hanno permesso all’artista di costruire personaggi con muscolature e articolazioni dalle posizioni  complesse. Dalla matita al mouse, Ray Caesar ha fatto rivivere le sue ossessioni nel mondo virtuale, creando una realtà alternativa, un mondo sicuro e protetto per le sue fanciulle oscure.

Tra le fonti di ispirazione e punti di riferimento dell’artista, ci sono i capolavori dell’arte classica settecentesca inglese e francese, ma anche l’immaginario pittorico fiammingo, dal surrealismo di Bunuel e Dalì e la metafisica di De Chirico. Anche la letteratura ha costituito un importante stimolo creativo, soprattutto Jane Austen e i giapponesi Yukio Mishima e Jun’ichiro Tanizaki.

L’ultima personale italiana dell’artista si è tenuta, da febbraio a aprile 2014, a Torino presso palazzo Saluzzo Paesana con il titolo “Il fascino degli angeli”. Qui le donne vittoriane raffigurate nelle opere sono affiancate a donne angelicate e sensuali, trasformate in pin up virtuali.