{"id":331,"date":"2014-06-23T09:44:04","date_gmt":"2014-06-23T07:44:04","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/?p=331"},"modified":"2014-06-23T09:44:04","modified_gmt":"2014-06-23T07:44:04","slug":"ai-weiwei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/ai-weiwei\/","title":{"rendered":"Ai Weiwei"},"content":{"rendered":"<p>Nato a Pechino nel 1957, l\u2019artista cinese Ai Weiwei \u00e8 balzato agli onori della cronaca nella primavera del 2011, quando fu arrestato in patria con l\u2019accusa di opporsi al regime cinese. Durante la sua prigionia, l\u2019opinione pubblica internazionale e diverse istituzioni museali mondiali si sono mobilitate in suo favore, fino al rilascio dell&#8217;artista. Attivo in molti campi, dalle arti visive alla letteratura, Weiwei esercita gran parte della sua professione tra il suo paese natale e New York.<\/p>\n<p>Una delle caratteristiche fondamentali dell&#8217; artista \u00e8 l\u2019aver capito il potenziale dei nuovi mezzi di comunicazione telematici nella diffusione dell\u2019arte e delle opinioni. Tra i suoi mezzi di espressione e di contatto con il mondo c&#8217;\u00e8 stato il suo blog, chiuso nel 2006 dalle <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/arteattivista\">autorit\u00e0 cinesi<\/a>.<\/p>\n<p>Nel campo dell\u2019arte, in tutti i lavori di Ai Weiwei, dalle installazioni ai documentari, <strong>il tema predominante \u00e8 la societ\u00e0 cinese, con le sue contraddizioni e i suoi problemi, ragione prima per cui l\u2019artista sembra essere tanto inviso alle autorit\u00e0 del Governo del Paese<\/strong>. Attraverso la sua prassi artistica, Ai Weiwei rivela parti di storia, cultura e societ\u00e0 di questa sconfinata nazione, fatto rimarcato dalla scelta dei materiali, molto spesso opere di artigianato cinese.<\/p>\n<p>In <i>Fairytale-1001 Chairs<\/i>, installazione esposta nel 2007 a Documenta XII, l\u2019artista si \u00e8 servito, come appunto suggerisce il titolo, di 1001 sedie per creare un\u2019installazione e ha invitato 1001 cittadini cinesi a vivere a Kassel, citt\u00e0 in cui si tiene la rassegna, in quello stesso periodo. In tal modo, la <i>favola<\/i> di Ai era proprio quella di <strong>creare un micro mondo e una rete sociale attraverso la sua arte, in cui persone ordinarie avrebbero potuto cambiare la loro vita per un attimo<\/strong>, sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista politico.<\/p>\n<p>In <i>Cubelight<\/i> (2008), Ai Weiwei crea un imponente lampadario cubico che poggia sul pavimento, ispirandosi sia al minimalismo di Donald Judd sia al cinema espressionista russo, in particolare il film del 1928 \u201cOttobre\u201d di Eisenstein, in una scena del quale veniva ritratto un lampadario del Palazzo d\u2019Inverno, assediato dai rivoluzionari, che vacillava, rappresentando cos\u00ec simbolicamente l\u2019<strong>instabilit\u00e0 della monarchia russa<\/strong>, e ripreso quindi da Weiwei nella medesima sfaccettatura tematica.<\/p>\n<p>Quando, nella primavera del 2008, un terremoto distrusse gran parte della regione cinese del Sichuan, provocando numerose vittime, soprattutto bambini, Weiwei in segno di solidariet\u00e0 con i terremotati cre\u00f2 la campagna web <i>AiFlowers<\/i>, sfruttando la popolarit\u00e0 degli appena nati Social Network. Il progetto, ancora attivo, prevede che gli utenti postino delle foto con dei fiori o dei bouquet colorati, commentati dall\u2019hashtag #<i>aiflowers<\/i>. In tal modo, si ritorna al tema dell\u2019<strong>arte mediata attraverso il web<\/strong> che rende partecipi artista e pubblico, una costante della prassi artistica di Ai Weiwei. Il quale riprende questa iniziativa in <i>With Flowers<\/i> (2013), in cui pone un mazzo di fiori freschi dentro al cestino di una bicicletta davanti al 258 Caochangdi Studio per riottenere il permesso di viaggiare liberamente.<i><\/i><\/p>\n<p>Tra le sue opere pi\u00f9 recenti, si ricordano <i>China Map<\/i> e <i>Bang<\/i>, entrambe del 2013. Nella prima, l\u2019artista riproduce in vari luoghi e con dei materiali differenti \u2013 dal legno alle lattine \u2013 una mappa della Cina, che simboleggia, proprio nell\u2019unione dei materiali, la costruzione sociale e politica della Cina moderna, un Paese immenso e popolato da etnie con culture e stili di vita differenti, amalgamate in una singola nazione.<\/p>\n<p>In <i>Bang<\/i>, esposta all\u2019ultima Biennale di Venezia, Weiwei ha usato 886 sgabelli di legno, creati da artigiani, e li ha uniti per creare una scultura astratta. Il progetto, che stilisticamente riprende il gi\u00e0 citato <i>Fairytale<\/i>, simboleggia l\u2019usanza cinese di tramandarsi proprio uno di questi sgabelli artigianali di generazione in generazione.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento della <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/arteattivista\">Rivoluzione<\/a>, e con i conseguenti cambiamenti della societ\u00e0 cinese, queste usanze sono passate in secondo piano; in tal caso, ogni singolo sgabello dell\u2019installazione pu\u00f2 essere visto come <strong>metafora di un\u2019individualit\u00e0 minacciata dagli eccessi<\/strong> di un mondo come quello in cui viviamo oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato a Pechino nel 1957, l\u2019artista cinese Ai Weiwei \u00e8 balzato agli onori della cronaca nella primavera del 2011, quando fu arrestato in patria con l\u2019accusa di opporsi al regime cinese. 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