{"id":360,"date":"2014-09-08T08:00:05","date_gmt":"2014-09-08T06:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/?p=360"},"modified":"2022-10-23T17:35:46","modified_gmt":"2022-10-23T15:35:46","slug":"guerrilla-girls","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/guerrilla-girls\/","title":{"rendered":"Guerrilla Girls"},"content":{"rendered":"<p>Guerrilla Girls \u00e8 un <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/\">collettivo femminista radicale <\/a>con un\u2019identit\u00e0 anonima, fondato a New York nel 1985 da un gruppo di artiste e attiviste con l\u2019intento di denunciare all\u2019intero mondo dell\u2019arte, comportamenti di discriminazione sessuale e razziale, e nel contempo promuovere le donne e le persone di colore nel circuito del contemporaneo.<\/p>\n<p>La loro prima uscita avviene a New York in occasione dell\u2019apertura di una grande mostra internazionale sulla pittura e sulla scultura intitolata \u201cAn International Survey of Painting and Sculpture,\u201d che si svolge nel 1984 nella grande cornice istituzionale del MoMA\u00a0 (Museum of Modern Art). In occasione di questa grande esibizione, le Guerrilla Girls non si lasciano sfuggire, tramite la loro anonima e metropolitana attivit\u00e0 artistica, le sottili denunce sull\u2019organizzazione di questo tipo di mostre e la scelta degli artisti normalmente selezionati, enfatizzando la continua mancanza di alcuni gruppi sociali nelle gallerie e nei musei. Nottetempo le Girls, quindi, affissano poster abusivi che dichiara in maniera diretta le disparit\u00e0 razziali e sessuali dei partecipanti di questa mostra (su 169 artisti, il 100% sono bianchi e meno del 10% sono le donne). Portando l\u2019attenzione su questi dati, il collettivo porta anche il pubblico ad una riflessione importante generata dalla domanda:<\/p>\n<p><strong>\u201cQuante artiste hanno esposto in una personale in un museo di New York?\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>I dati che le Girls forniscono sono esemplari: zero per il Museo Guggenheim, per il Metropolitan e per il Whitney; una sola attivit\u00e0 artistica invece al MoMA.<\/p>\n<p>Su uno dei siti ufficiali, le Guerrilla raccontano quell\u2019esordio:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl 14 giugno 1984 siamo andati a una protesta davanti al Museo d&#8217;Arte Moderna dove c&#8217;era una retrospettiva di 169 artisti, con solo 13 donne e ancor meno artisti di colore. Siamo rimasti scioccati che nessuno dei visitatori del museo sembrava interessarsene! Questo \u00e8 stato il \u201cAHA! Moment\u201d. Ci doveva essere un modo migliore &#8211; un modo pi\u00f9 contemporaneo, creativo &#8211; di sfondare la credenza popolare che i musei hanno sempre saputo meglio e non c&#8217;era alcuna discriminazione nel mondo dell&#8217;arte. Abbiamo avuto l&#8217;idea di fare i manifesti di strada, trovammo insieme alcuni amici circa 9 mesi dopo [\u2026] e ci siamo chiamate le Guerrilla Girls. Quei primi manifesti hanno dato avvio ad una discussione pubblica che \u00e8 ancora in corso. Ne hanno portato centinaia di pi\u00f9, non solo di arte, ma anche di cinema, politica e cultura pop. Il nostro tipo di attivismo pazzo (usando fatti e umorismo) \u00e8 diventato un modello per centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo che vogliono usare la loro creativit\u00e0 per combattere per le questioni a cui tengono\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>La loro attivit\u00e0 non \u00e8 solo un fenomeno degli anni Ottanta, ma \u00e8 stata ampliata negli anni e allargata anche geograficamente andando soprattutto a coinvolgere \u201csuccursali\u201d in numerose citt\u00e0 statunitensi.<\/p>\n<p>Durante la met\u00e0 degli anni Novanta il loro <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/\">attivismo<\/a> si \u00e8 spinto alla critica della cultura popolare, degli stereotipi e della corruzione nel mondo dell\u2019arte, fino ad una serrata critica di Hollywood e dell&#8217;industria cinematografica.<\/p>\n<p>Si occupano anche di ambientalismo, di questione sull\u2019aborto, e fanno parte della campagna di Amnesty International \u201cStop alla violenza sulle donne nel Regno Unito\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2001 il gruppo si \u00e8 separato in tre indipendenti entit\u00e0:<strong> Guerrilla Girls, Inc.<\/strong>, una continuazione del gruppo originale (http:\/\/www.guerrillagirls.com\/), <strong>GuerrillaGirlsBroadBand<\/strong>, orientate pi\u00f9 sui media digitali (http:\/\/www.ggbb.org\/) e <strong>Guerrilla Girls On Tour<\/strong>, un collettivo teatrale itinerante (http:\/\/guerrillagirlsontour.com\/).<\/p>\n<p>In uno dei siti ufficiali (http:\/\/www.guerrillagirls.com\/), le Guerrilla Girls si descrivono cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSiamo femministe vendicatrici mascherate nella tradizione degli anonimi benefattori come Robin Hood, Wonder Woman e Batman. Come esponiamo il sessismo, il razzismo e la corruzione nella politica, arte, cinema e cultura pop? Con i fatti, umorismo e le immagini oltraggiose. Vi sveliamo la sottostoria, il sottotesto, il trascurato, e il decisamente ingiusto [\u2026]. Potremmo essere chiunque; siamo ovunque\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>La loro attivit\u00e0 artistica attiva tutti i canali e le forme di comunicazione pi\u00f9 efficaci: affissioni di poster e locandine critiche (in b\/n), che chiamano \u201cPublic Service Messages from the Guerrilla Girls, conscience of the art world\u201d; manifesti; spedizione di lettere ai diretti interessati; progetti di strada; realizzazione di opere pubbliche.Negli ultimi anni le Girls sono autrici anche di diversi libri.<\/p>\n<p>Come vere e proprie performer, durante le loro azioni (come nell\u2019attaccare poster o nelle varie dimostrazioni durante l\u2019inaugurazione di mostre) le Guerrilla Girls indossano <strong>maschere da gorilla<\/strong> per rimanere nell\u2019anonimato, e nelle interviste si appropriano dei nomi delle artiste del passato: da Kathe Kollowitz a Georgia O\u2019Kieffe, da <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/frasi-di-frida-kalo-poesie-citazioni\/\">Frida Kahlo<\/a> a Sofonisba Anguissola.<\/p>\n<p>Il contenuto \u00e8 ricco di dati, statistiche, dichiarazioni provocatorie ma sempre con un pizzico di ironia o sarcasmo, domande altrettanto provocatorie sul ruolo delle donne e delle minoranze nel mondo dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Attivano elevate <strong>strategie di comunicazione<\/strong> e di, appunto, <strong>\u201cGuerrilla marketing\u201d<\/strong> criticando le consuetudini pi\u00f9 ovvie come parte del processo dei poteri sociali e cercando di <strong>sradicare convinzioni e clich\u00e8 culturali<\/strong>, partendo in primis proprio dal mondo dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Nel 1988 le Guerrilla Girls sono partecipi di una mostra a New York, negli spazi della Clocktower, dal titolo \u201cGuerrilla Girls Review the Whitney\u201d nella quale sono raccolti tutta una serie di documenti circa la composizione dei partecipanti alle varie edizioni della Biennale. Tramite l\u2019epifania di determinati documenti al pubblico della mostra, le Guerrilla Girls danno un gancio destro ai Musei criticando loro, ideologicamente e politicamente, il loro pesante e cos\u00ec massiccio ruolo sociale e morale nella formazione del gusto e della riflessione comune che va ben oltre il mondo dell\u2019arte, per approdare nel mondo quotidiano a diversi livelli.<\/p>\n<p>L\u2019anno successivo, nel 1989, le Guerrilla Girls si rendono conto che la presenza femminile delle donne nei musei fosse solo esclusivamente dovuta alla loro nudit\u00e0 nelle opere d\u2019arte esposte e non dalla loro presenza come artiste contemporanee.<\/p>\n<p>Grazie alla progettazione di un cartellone per il Public Art Fund a New York (poi da questi rifiutato per il contenuto, a loro dire, poco chiaro), le Guerrilla colgono la possibilit\u00e0 di fare qualcosa che potesse piacere ad un pubblico pi\u00f9 generale: decidono quindi di conteggiare, in occasione della mostra al Metropolitan Museum of Art di New York, il numero dei nudi maschile confrontandoli con il numero dei nudi femminili nelle opere d\u2019arte presenti. I risultati sono rivelatori. Sulla stessa scia le Guerrila confrontano quindi le artiste donne contro il numero di nudi femminili.<\/p>\n<p>Nasce quindi il poster (a cui seguirono quello del 2005 e quello 2012, aggiornando i dati) illustrato a mo\u2019 di collage che riprendeva il celebre quadro della <i>Grande Odalisca<\/i> di Ingres ma con indosso la maschera da gorilla:<\/p>\n<p>Do women have to be naked to get into the Met. Museum? Less than 5% of the artists in the Modern Art sections are women, but 85% of the nudes are female.<\/p>\n<p>(Le donne devono essere nude per entrare al Met. Museum? Meno del 5% degli artisti nelle sezioni d\u2019Arte Moderna sono donne, ma l\u201985% dei nudi sono femminili). Nel loro libro \u201c<i>The Guerrilla Girls\u2019 Updated Art Museum Activity Book<\/i>\u201d, le Guerrilla Girls raccontano:<\/p>\n<blockquote><p><b>\u201cNel 2011, abbiamo fatto il nostro ultimo resoconto. Eravamo sicure che le cose fossero migliorate, ma sorpresa! Solo il 4% degli artisti nelle sezioni Moderna e Contemporanea erano donne, ma il 76% dei nudi erano femminili. <\/b><b>Meno donne artiste, pi\u00f9 nudi maschili. \u00c8 questo il progresso? <\/b><b>Pensiamo che non possiamo ancora mettere via le nostre maschere\u201d.<\/b><\/p><\/blockquote>\n<p>Un articolo di <strong>Daisy Triolo<\/strong><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-360 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/guerrilla-girls\/2004-2012_guerrillagirls_activitybook-cover\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/2004-2012_GuerrillaGirls_ActivityBook-COVER-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/2004-2012_GuerrillaGirls_ActivityBook-COVER-150x150.jpg 150w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/2004-2012_GuerrillaGirls_ActivityBook-COVER-435x435.jpg 435w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/guerrilla-girls\/slide_395856_4856836_free\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/slide_395856_4856836_free-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/slide_395856_4856836_free-150x150.jpg 150w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/slide_395856_4856836_free-435x435.jpg 435w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/guerrilla-girls\/page_1\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/page_1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/page_1-150x150.jpg 150w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/page_1-435x435.jpg 435w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/guerrilla-girls\/guerrilla-girls-2\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/guerrilla-girls-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/guerrilla-girls-150x150.jpg 150w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/guerrilla-girls-435x435.jpg 435w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/guerrilla-girls\/finear6vuzh3hhiicezi5i4rwm\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/FINEAR6VUZH3HHIICEZI5I4RWM-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/FINEAR6VUZH3HHIICEZI5I4RWM-150x150.jpg 150w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/FINEAR6VUZH3HHIICEZI5I4RWM-435x435.jpg 435w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/guerrilla-girls\/g-girls_\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-150x150.jpg 150w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-300x300.jpg 300w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-1020x1024.jpg 1020w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-768x771.jpg 768w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-1530x1536.jpg 1530w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-2041x2048.jpg 2041w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-435x435.jpg 435w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/G.Girls_-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/guerrilla-girls\/image-asset\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/image-asset-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/image-asset-150x150.jpeg 150w, https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2014\/09\/image-asset-435x435.jpeg 435w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guerrilla Girls \u00e8 un collettivo femminista radicale con un\u2019identit\u00e0 anonima, fondato a New York nel 1985 da un gruppo di artiste e attiviste con l\u2019intento di denunciare all\u2019intero mondo dell\u2019arte, comportamenti di discriminazione sessuale e razziale, e nel contempo promuovere le donne e le persone di colore nel circuito del contemporaneo. La loro prima uscita &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":460,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3,6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/360"}],"collection":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=360"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/360\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":471,"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/360\/revisions\/471"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}