{"id":243,"date":"2018-12-24T12:47:03","date_gmt":"2018-12-24T11:47:03","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/?p=243"},"modified":"2022-06-08T15:05:15","modified_gmt":"2022-06-08T13:05:15","slug":"marc-quin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/marc-quin\/","title":{"rendered":"Marc Quinn"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019artista britannico Marc Quinn \u00e8 nato nel 1964 a Londra, dove vive e lavora. Lavora con diversi media ed \u00e8 uno pi\u00f9 discussi protagonisti dell&#8217;arte contemporanea internazionale.<\/p>\n<p>Formatosi nel 1981 come assistente dello scultore Barry Flanagan dove apprende magistralmente le tecniche della lavorazione del bronzo, Marc Quinn si iscrive l\u2019anno seguente all\u2019Universit\u00e0 di Cambridge dove si laurea in Storia e Storia dell\u2019arte nel 1985, trasferendosi a Londra nel medesimo anno.<\/p>\n<p>La Londra della fine degli anni \u201880 \u00e8 in pieno fermento culturale e artistico, e Quinn cavalca bene l\u2019onda innovativa che lo porter\u00e0 agli inizi degli anni \u201990 a emergere prepotentemente nel mondo artistico internazionale. Marc Quinn diventa il primo artista emergente sostenuto dalla giovane dealer e futuro fondatore della galleria londinese White Cube, Jay Jopling, insieme ad alcuni degli <b>Young British Artists <\/b>(tra cui <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/animaliearte\/damien-hirst\/\">Damien Hirst<\/a>, Tracey Emin, Jenny Saville)<b> <\/b>di cui l\u2019artista fa parte. Presentati nella collezione di Saatchi per la prima volta nella mostra del 1993, gli \u201cYoung British Artists\u201d vengono consacrati nel 1997 nella grande mostra di importanza storica \u201cSensation\u201d (alla Royal Academy of Arts, all\u2019Hamburger Bahnhof di Berlino e al Brooklyn Museum of Art di New York).<\/p>\n<p>Le opere di Marc Quinn colpiscono l\u2019occhio per la loro evidenza corporea e scuotono fortemente la sensibilit\u00e0 degli spettatori. Quinn indaga il rapporto tra <strong>arte e scienza<\/strong>, <strong>naturale e artificiale<\/strong>, <strong>antropologico e tecnologico<\/strong>. Le sue opere manifestano una costante riflessione sulla vita e sulla morte, sul corpo (centro della sua poetica) e la sua conservazione\/deperibilit\u00e0, sull\u2019apparenza e sull\u2019interiorit\u00e0. L\u2019arte di Quinn viene a porsi come un territorio sospeso nel tempo, come <strong>\u201czona franca o cavit\u00e0 magica\u201d <\/strong>chiamata da Celant, dove si svelano le verit\u00e0 enigmatiche e i paradossi della societ\u00e0 attuale.<\/p>\n<p>L\u2019artista lavora con materiali disparati: pane, feci, bronzo, oro, marmo, DNA, sangue e anche con una rana. Una delle sue prime opere si intitola <i>Self <\/i><b>(1991)<\/b> ed \u00e8 una riproduzione fedele della sua testa fatta da un conglomerato di 5 litri di sangue congelato che l\u2019artista si \u00e8 fatto prelevare in 5 mesi. L\u2019opera si trova posizionata in una teca di perspex refrigerata, in uno stato di vita &#8220;non vita perenne&#8221;.<\/p>\n<blockquote><p><em>Volevo fare un lavoro che trattasse della vita e della sua fragilit\u00e0, volevo che forma e contenuto fossero me.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Dell\u2019opera l\u2019artista ha fatto ogni cinque anni diverse versioni che segnano le sue trasformazioni fisiognomiche nel tempo.<\/p>\n<p>The <i>Complete marbles<\/i> <b>(1999-2000)<\/b> \u00e8 una serie di sculture in marmo che ritraggono disabili, che l\u2019artista colloca in una dimensione classica, esaltando loro la bellezza come eroi moderni, e dove diventa evidente che <b><i>\u201c<\/i>Il limite del proprio corpo non \u00e8 il limite della sua dimensione interiore<i>\u201d<\/i><\/b>.<\/p>\n<p>L&#8217;opera <em>Rubber Soul<\/em> (1994) \u00e8 un calco della testa dell&#8217;artista in perspex dotato di un sistema di refrigerazione. All&#8217;interno della scultura si trova una \u201crana sylvatica\u201d che vive nell\u2019emisfero nord e che possiede la facolt\u00e0 di congelarsi e di portare in uno stato di sospensione il proprio sistema nervoso per sopravvivere a temperature minime, tanto da sembrare morta. L\u2019unit\u00e0 frigorifera ne decide cos\u00ec la rinascita o la sospensione.<\/p>\n<p><em>Garden<\/em> (2000) \u00e8 invece una sorta di giardino con piante provenienti da paesi di tutti i continenti e dai diversi ritmi stagionali immersi nel silicone, in stasi criogenica, si trovano qui ad avere una \u201cvita\u201d infinita, uno spazio che supera la decadenza e la putrefazione della materia.<\/p>\n<p>Tra le opere sui disabili c&#8217;\u00e8 anche una scultura <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/\"><em>site specific<\/em><\/a> in marmo dell\u2019artista focomelica e incinta <i>Alison Lapper Pregnant <\/i><b>(2005)<\/b>, esposta nel 2005 sul quarto plinto di Trafalgar Square, riproposta poi nella versione gonfiabile <i>Breath <\/i>(2012)<b>, <\/b>pezzo principale della cerimonia d\u2019apertura dei Giochi Paralimpici di Londra del 2012, ed esposta in prossimit\u00e0 della Basilica di San Giorgio durante la mostra dell\u2019artista alla Fondazione Cini (29 maggio-29 settembre 2013).<\/p>\n<p>Un articolo di<br \/>\n<strong>Daisy Triolo<\/strong><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019artista britannico Marc Quinn \u00e8 nato nel 1964 a Londra, dove vive e lavora. 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