{"id":343,"date":"2020-01-14T09:55:07","date_gmt":"2020-01-14T08:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/?p=343"},"modified":"2022-06-08T14:59:07","modified_gmt":"2022-06-08T12:59:07","slug":"jean-michel-basquiat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/jean-michel-basquiat\/","title":{"rendered":"Jean-Michel Basquiat"},"content":{"rendered":"<p>Jean-Michel Basquiat fu un <b>writer, musicista e artista newyorkese attivo negli anni \u201980<\/b>. Fu uno dei pi\u00f9 importanti esponenti del graffitismo americano che, insieme ad altri artisti influenti come l\u2019amico <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/arteattivista\/keit-haring\/\">Keith Haring<\/a>, riusc\u00ec a portare quest\u2019arte underground dalle strade metropolitane alle gallerie.<\/p>\n<p>Nato nel 1960 a Brooklyn, uno dei \u201cborough\u201d newyorkesi, da padre haitiano e madre statunitense di origini afro-portoricane, Basquiat mostra fin da bambino interesse per il disegno. Alla fine degli anni Settanta comincia la sua carriera come <i>writer<\/i> conoscendo nella <i>City-as School<\/i> di Manhattan un graffista Al Diaz, con il quale inizia a produrre graffiti e aforismi criptici con la vernice a spray firmandosi <b><i>SAMO<\/i><\/b><i> <\/i>(acronimo di <i>SAME OLD SHIT<\/i>), adoperando il simbolo del copyright (<i>SAMO\u00a9COME NUOVA FORMA D\u2019ARTE<\/i>) che manterr\u00e0 nelle sue opere successive. Nel 1978 abbandona gli studi e per sopravvivere cerca di vendere cartoline dipinte a mano, cos\u00ec conosce <b>Andy Warhol<\/b> che compra alcune delle sue opere.<\/p>\n<p>Solo nel 1983 riesce ad entrare nella famosa \u201cFactory\u201d, nucleo della Pop Art, e l\u2019anno seguente collabora con Warhol e l\u2019amico <b>Francesco Clemente<\/b> ad una serie di dipinti a \u201csei mani\u201d. I suoi dipinti passano dalle strade metropolitane alle gallerie. La sua \u00e8 un\u2019ascesa improvvisa e rapida, cos\u00ec rapida che si spegne presto, come una stella. Il suo successo si concentra tutto tra il 1980, anno del suo debutto alla retrospettiva <i>Time Square Show<\/i>, che consacrer\u00e0 i movimenti newyorkesi <i>downtown<\/i> (Neo-Pop) e <i>uptown<\/i> (rap e graffiti), e il 1988 anno della sua morte a causa di un overdose di eroina, dopo vari tentativi di disintossicazione e cure per i suoi disturbi psichici.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera di Basquiat si fondono in completa armonia la cultura musicale jazz e hip hop, la letteratura beat, la cultura di massa, quella del fumetto, del cartoon e quella di strada rendendo il suo tratto inconfondibile. La sua estetica \u00e8 caratterizzata non solo dai forti stilemi personali, ma soprattutto dal suo <strong>continuo impegno a favore delle minoranze di colore<\/strong>. La rabbia per la condizione storica di schiavit\u00f9 e per quei pregiudizi razziali di un mondo ancora chiuso alla parit\u00e0 portano Basquiat a denunciare nei suoi dipinti le ipocrisie e le contraddizioni di una societ\u00e0 a lui avversa. I teschi dipinti dall\u2019artista in realt\u00e0 acquistano le fattezze di maschere rituali pronti alla ribellione, come ad esempio <b><i>Untitled (Skull <\/i>1981)<i>.<\/i><\/b><\/p>\n<p>Attraverso soggetti di forte impronta primitiva e apparentemente infantile, che riprendono l\u2019<strong>Art Brut di Jean Dubuffet<\/strong>, l\u2019artista porta nelle sue opere la cultura dei neri d\u2019America e dei suoi eroi caratterizzati da una corona stilizzata (a indicarne la condizione regale) che \u00e8 diventato ormai un logo, o da un\u2019aureola (simbolo di santit\u00e0). Emblematici sono i casi del leader politico Malcolm X, del musicista Miles Davis e del pugile Cassius Clay (successivamente Mohammed Al\u00ec) come nel dipinto omonimo <b><i>Cassius Clay<\/i><\/b> <b>(1982)<\/b>, sul quale Basquiat ne scrive il nome, come punto di riferimento dell\u2019impegno a favore delle minoranze di colore. La sua personale cifra stilistica \u00e8 costituita infatti anche dalle scritture che costantemente integra alle sue figure, plasmando lettere e parole chiave con abbozzi veloci ma quanto mai significativi.<\/p>\n<p>Tra i suoi dipinti compaiono anche figure angeliche pronte alla ribellione, come <b><i>Fallen Angel <\/i>(1981)<\/b>,<b> <\/b>figura alata con aureola e attributi sessuali evidenti che oltrepassa la condizione di santit\u00e0 toccando quindi quella di tangibile carnalit\u00e0. Le immagini spesso sovrapposte, con riferimento a storie passate e a vite reali, si fanno presenti nella percezione dello spettatore spesso con la simultaneit\u00e0 propria del bombardamento mediatico. Una stratificazione multiforme evidente anche matericamente nelle sue tele, nei supporti e nelle cornici, spesso costituiti da materiali di recupero raccolti nei cassonetti e assemblati dal suo assistente.<\/p>\n<blockquote><p><em>Io non penso all&#8217;arte quando lavoro, io tento di pensare alla vita.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b><i>&nbsp;<\/i><\/b><\/p>\n<p>Un articolo di <strong>Daisy Triolo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jean-Michel Basquiat fu un writer, musicista e artista newyorkese attivo negli anni \u201980. 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