{"id":408,"date":"2015-02-17T09:41:40","date_gmt":"2015-02-17T08:41:40","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/?p=408"},"modified":"2015-02-17T09:41:40","modified_gmt":"2015-02-17T08:41:40","slug":"james-turrell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/james-turrell\/","title":{"rendered":"James Turrell"},"content":{"rendered":"<p>James Archibald Turrell \u00e8 un\u2019artista americano vicino alla <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/category\/land-art\/\"><strong>Land Art<\/strong><\/a> e conosciuto internazionalmente nel panorama culturale per i suoi lavori sulla <strong>percezione della luce, del colore e dello spazio<\/strong>.<\/p>\n<p>Nato nel 1943 a Los Angeles da padre ingegnere aeronautico e da madre medico, Turrell cresce a Pasadena dove si diploma nel 1961. Personalit\u00e0 particolare con una precoce e spiccata <strong>propensione scientifica<\/strong>, l\u2019artista riceve dalla famiglia i primi rudimenti riguardanti il volo aereo, la meccanica dei motori aerei e la fotogrammetria, che saranno essenziali nella sua ricerca artistica. Inizia a frequentare corsi di chimica, astronomia, storia dell\u2019arte e scultura presso il Pomona College di Claremont (California), dove nel 1965 consegue il Bachelor of Arts in \u201cPsichology and Mathematics\u201d e nel 1973 completa gli studi a Claremont con il conseguimento del Master of Arts.<\/p>\n<p>La formazione di Turrell ruota nello specifico intorno allo <strong>studio dei processi psicologici della percezione visiva<\/strong>, bagaglio questo che egli applica costantemente ai suoi lavori artistici spingendosi qui ad esplorare in maniera approfondita i modi in cui l\u2019occhio e il cervello processano lo stimolo sensoriale visivo provocato dalla luce e dallo spazio. La sua non \u00e8 un\u2019arte caratterizzata da medium tradizionali ma si focalizza quindi sulla luce come linguaggio d\u2019espressione e soggetto stesso dell\u2019opera, giocando con l\u2019illusione della bidimensionalit\u00e0 e della tridimensionalit\u00e0 ottica, fenomeno che l\u2019artista stesso chiama \u201cdecisione dicotomica percettiva\u201d.<\/p>\n<blockquote><p><i>Non mi ha mai interessato dipingere la luce, ma utilizzarla come strumento percettivo. Credo che la luce sia una sostanza forte e potente, ma la sua presenza fisica sembra fragile, quasi impalpabile. Per far percepire la sua potenza l\u2019ho trasformata in un\u2019esperienza. <\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Turrell comincia nel periodo universitario a realizzare <strong>\u201cinstallazioni-sculture\u201d<\/strong> costituite da ambienti chiusi in cui mediante il gioco di proiezioni e tagli della superficie fatti dall\u2019artista e a seconda dei determinati effetti di percezione visiva degli osservatori, la luce assume illusoriamente la forma di un solido luminoso. Nasce nel 1967 la serie \u201c<i>Cross Corner Projection\u201d <\/i>(presentate alla sua prima mostra personale presso il Pasadena Art Museum), con la prima di queste <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/james-turrell\/afrum-i-white-1967\/#main\"><b><i>Afrum<\/i><\/b><\/a><i> <\/i>(1967, ribattezzata poi <i>Afrum-photo<\/i>), generata dalla proiezione di una forte luce su uno degli angoli di una stanza buia. Il fascio di luce formato da due trapezi luminosi colpisce i due muri adiacenti, le basi dei trapezi vengono quindi a coincidere esattamente con l\u2019angolo della stanza risultando otticamente pi\u00f9 vicine all\u2019osservatore e provocando di fatto l\u2019illusione di un cubo tridimensionale che fuoriesce dalla parete.<\/p>\n<p>Turrell realizza cos\u00ec numerose serie di ambienti che giocano con la luce e la percezione visiva (alla fine degli anni \u201960 e all\u2019 inizio degli anni \u201970 fanno parte le \u201c<i><a href=\"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/james-turrell\/decker-white-1967-single-wall-projection-collection-lockhart\/#main\">Single Wall Projections<\/a>\u201d<\/i>, le prime <i>\u201cShallow Space Constructions\u201d<\/i> e le <i>\u201cMendota stoppages\u201d<\/i>, quest\u2019ultime con interazioni acustiche oltre che luminose all\u2019interno di camere progettate a hoc), nate grazie agli <strong>esperimenti sui campi percettivi totali e sulla deprivazione sensoriale<\/strong> che egli conduce, insieme al collega Robert Irwin, all\u2019interno del programma Art and Technology (istituito dal Los Angeles County Museum in collaborazione con gli scienziati e gli ingegneri della Lockheed Aircraft, della IBM e della Garrett Aerospace Corporation). Numerose sono quindi le installazioni site-specific create dall\u2019artista con illuminazioni studiate ad hoc per architetture preesistenti, che si basano sull\u2019Effetto Ganzfeld: gli spettatori esposti alla stimolazione diretta di un campo luminoso, colorato e uniforme subiscono temporaneamente una perdita della visione, questo comporta un fenomeno allucinatorio e uno stato riflessivo che Turrell stesso definisce, <b>\u201cseeing yourself seeing\u00a0\u2013\u00a0vedere se stessi nell\u2019atto di vedere\u201d<\/b>.<\/p>\n<p>La maggior parte della carriera artistica di Turrell per\u00f2 ruota attorno alla progettazione di un\u2019opera che si presenta come il pi\u00f9 grande land-formed work del mondo: il <strong><a href=\"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/james-turrell\/roden-crater-nel-painted-desert-presso-flagstaff-arizona-usa-dal-1974-visione-dallalto-e-esterno\/#main\"><i>Roden Crater<\/i><\/a>.<\/strong> Nel 1974 con la borsa di studio della Fondazione Guggenheim, l\u2019artista finanzia una serie di voli sul territorio desertico dell\u2019ovest americano con l\u2019intento di trovare un sito naturale in cui attuare le sue ricerche espressive. Dopo sette mesi di ricerca trova questo cono vulcanico situato nel Painted Desert (presso Flagstaff, Arizona), sul quale lavora per pi\u00f9 di 30 anni, progettando, disegnando e costruendo (con l\u2019aiuto di ingegneri, architetti, geologi, astronomi) una serie di gallerie, di ambienti sotterranei e di stanze che vengono illuminate con luce diurna e notturna attraverso aperture (adeguatamente orientate), provocando all\u2019interno vari <strong>effetti visivi e multisensoriali<\/strong>, che vanno dall\u2019esaltazione dei fenomeni luminosi fino alla percezione dei suoni dell\u2019universo. Le camere funzionano come sofisticati osservatori astronomici ad occhio nudo, dove il visitatore pu\u00f2 catturare ed interagire con la luce solare, lunare e stellare. Gli effetti di luce sono poi favoriti dal basso grado di umidit\u00e0 e dalle particolari condizioni climatiche asciutte proprie del deserto, nel quale ogni stimolo sensoriale visivo, acustico e tattile subisce una dilatazione senza precedenti.<\/p>\n<p>L\u2019idea di Turrell \u00e8 stata quindi quella di trasformare il <a href=\"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/james-turrell\/roden-crater-nel-painted-desert-presso-flagstaff-arizona-usa-dal-1974\/#main\">Roden Crater<\/a> da semplice cratere inattivo in una grandiosa opera d\u2019arte<b>, &#8220;<em>come un monumento alla percezione\u201d\u00a0<\/em><\/b>(Turrell).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un articolo di <b>Daisy Triolo<\/b><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>James Archibald Turrell \u00e8 un\u2019artista americano vicino alla Land Art e conosciuto internazionalmente nel panorama culturale per i suoi lavori sulla percezione della luce, del colore e dello spazio. Nato nel 1943 a Los Angeles da padre ingegnere aeronautico e da madre medico, Turrell cresce a Pasadena dove si diploma nel 1961. Personalit\u00e0 particolare con &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":412,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/408"}],"collection":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=408"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/408\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}