{"id":537,"date":"2017-06-09T08:39:19","date_gmt":"2017-06-09T06:39:19","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/?p=537"},"modified":"2022-06-08T15:07:04","modified_gmt":"2022-06-08T13:07:04","slug":"george-rousse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/george-rousse\/","title":{"rendered":"George Rousse"},"content":{"rendered":"<p>Georges Rousse \u00e8 un artista francese nato a Parigi nel 1947. Dopo una laurea in medicina, Rousse decide di dedicarsi alla fotografia artistica, scegliendo come soggetti principali dei suoi scatti i paesaggi e le strutture architettoniche. La scoperta della<a href=\"http:\/\/iperarte.net\/cittaenatura\/category\/natura\/\"> Land Art<\/a> lo induce ben presto a passare dall&#8217;intervento plastico sulla pellicola fotografica, a quello sulla realt\u00e0 vera e propria, disegnando e modellando lo spazio per fini fotografici.<\/p>\n<p>La sua prima mostra risale al 1981, presso la Galerie de France a Parigi. Negli anni successivi inizia a esporre nelle gallerie di tutto il mondo,&nbsp;partecipando a numerose biennali internazionali e vincendo importanti premi d\u2019arte contemporanea. Le sue installazioni e fotografie si diffondono in Europa, Asia, Stati Uniti, Quebec e America Latina.<\/p>\n<p>Attraverso la tecnica dell\u2019anamorfismo,&nbsp;Georges Rousse deforma gli spazi con manipolazioni prospettiche e giochi ottici di distorsione illusionistica applicati alle strutture tridimensionali.<\/p>\n<p>L\u2019effetto \u00e8 realizzato con un obbiettivo che deforma lo spazio e con un&#8217;immagine sovrapposta al vetro della macchinetta fotografica, dove il modello simula l&#8217;idea ricercata dall\u2019artista per verificare la congruenza con lo spazio reale.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una rappresentazione che trasmette la memoria di luoghi, il quale passato \u00e8 enfatizzato e distorto al tempo stesso dall\u2019intervento dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Georges Rousse agisce su luoghi e strutture cariche di storia e di memoria e li trasforma in sculture pittoriche ed effimere, rese eterne dallo scatto fotografico, attraverso il quale l\u2019artista proietta il suo universo mentale e sottolinea lo stato di abbandono.<\/p>\n<p>L&#8217;\u2019opera mette in evidenza il legame tra le vistose architetture della societ\u00e0 industriale e i concetti di memoria e di tempo legati a quegli spazi. In questo modo, Georges Rousse dimostra la possibilit\u00e0 di donare nuova vita alle strutture abbandonate trasformando l\u2019immagine e rendendola dinamica, modificando la percezione che abbiamo della realt\u00e0 attraverso l\u2019immobilit\u00e0 dello scatto fotografico. La fotografia diventa cos\u00ec da documento oggettivo della realt\u00e0 a rappresentazione dello scarto tra percezione immaginaria e visione comune.<\/p>\n<blockquote><p><em>La fotografia sublima gli spazi. Scarta gli elementi disturbanti. Gli odori nauseabondi, la miseria, il brulicare dei ratti. Crea uno luogo dove la seduzione si realizza in modo totale. Una seduzione che l&#8217;installazione tende ad aumentare ulteriormente, La mia fotogafia cerca quindi di cogliere la parte migliore dell&#8217;architettura in un momento specifico. E tutto ci\u00f2 che rientra nell&#8217;ordine del vissuto, del quotidiano, dell&#8217;umano scompare.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Georges Rousse \u00e8 un artista francese nato a Parigi nel 1947. Dopo una laurea in medicina, Rousse decide di dedicarsi alla fotografia artistica, scegliendo come soggetti principali dei suoi scatti i paesaggi e le strutture architettoniche. 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