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Africa America

Carrie Mae Weems

Carrie Mae Weems è un’artista politicizzata afro-americana nata nel 1953 e impegnata nella lotta contro gli stereotipi di razza della cultura contemporanea.

Dopo aver studiato alla California Institude of the Arts e all’università della California di San Diego – due focolai dell’arte e della teoria postmoderniste – Weems mette in dubbio le rivendicazione oggettive del valore di verità. D’altro canto si avvicina meno ai modelli dell’avanguardia degli anni ’60 e ’70 e più ai precedenti afro-americani dell’Harlem Rinascence degli anni ’40, in particolare alla scrittrice Zora Neale Hurston e al fotografo Roy DeCarava. Nei suoi fototesti Weems non è soddisfatta né delle rappresentazioni rigorosamente positive delle identità afto-americana, né delle demistificazioni meramente negative.

Weems ha sviluppato la sua condizione tipica di fotografie e narrazioni intime in Immagini e storie di famiglia (1978-84). Qui, accompagnati da testi e registrazioni, istantanee 35mm raccontano la storia di quattro generazioni della sua numerosa famiglia nelle varie migrazioni dal Mississipi. Anche se l’opera testimonia dure condizioni di razzismo, povertà e violenza, resiste all’assunzione automatica di una vittimizzazione dei neri. Come ha notato il critico Andrea Kiersh, “Immagini di famiglia prende due pratiche come punti a cui opporsi: primo la formazione dell’immagine dell’uomo di colore come ‘altro’ nella tradizione fotodocumentaria (una tradizione che è pressoché di pertinenza esclusiva dei fotografi bianchi); secondo, gli studi sociologici ufficiali commissionati dal governo degli Stati Uniti negli anni sessanta”.

Weems mette in discussione l’oggettivazione prodotta spesso nella tradizione sociologica attraverso una sfaccettata considerazione della famiglie nere tratta dal suo repertorio di memorie ed esperienze e interroga la creazione dell'”altro” spesso prodotta dalla tradizione documentaria attraverso una visione alternativa delle comunità nere.

Nella serie Tavolo di cucina Weems ha raffinato il suo complesso approccio. Quest’opera consiste in scene di uno o due soggetti neri che rimuginano sulle diverse esigenze dei desideri personali, sulle relazioni romantiche, sulle sistemazioni domestiche e sugli obblighi del lavoro quotidiano.

Europa

Ann Veronica Janssens

Ann Veronica Janssens – nata nel 1956 a Folkestone (UK) – è un’artista inglese che esplora esperienze spazio temporali e i limiti della percezione attraverso installazioni e sculture minimali.

“Ho investigato la permeabilità del contesto e il risultato è una decostruzione delle forme che frammenta la nostra percezione del contesto stesso”.

I suoi primi lavori, ideati negli anni ’80, erano basati su architetture esistenti e avevano lo scopo di estendere e amplificare l’architettura stessa attraverso la frammentazione dei suoi elementi materiali. Un Esemio è “Gallery Inexistent” (1988), un’installazione creata con blocchi di cemento presi in prestito da una costruzione esterna e accatastati nello spazio espositivo di una galleria. Col passare degli anni Janssens ha iniziato a interessarsi anche ai media non materiali, quali la luce, la nebbia e il suono a cui applicava le sue conoscenze scientifiche per rivelare la transitorietà delle situazioni materiali e offrire una nuova visione rallentata del reale.

Janssens vede le sue installazioni come una forma di ipnosi, che richiede attenzione e consapevolezza da parte dell’osservatore. In un lavoro che è parte della sua serie “Dichroic Projection”, per esempio, l’artista espone come differenti luci colorate possono creare molteplici atmosfere, specifici effetti percettivi o stati d’animo. Orchestrando cambiamenti minimi e sottili nella luce o nel movimento, Janssens rende possibili varie interpretazioni, permettendo a ogni visitatore di avere un’esperienza unica e diversa dagli altri.

“Io sperimento sempre la possibilità di rendere fluida la percezione della materia o dell’architettura che la vedo come un ostacolo al movimento e alla scultura. Nei mie lavori la luce si insimua nella materia e nell’architettura e ne destabilizza la resistenza, che finisce col dissolversi lasciando spazio a nuove percezioni visive”.

Il lavoro “Sweet Blue” (2010-17), parte della serie “Aquarium”, consiste in un cubo di vetro riempito con olio di paraffina. Come risultato di uno strano fenomeno ottico, uno strato colorato compatto sembra dividersi dal liquido trasparente, fluttuando sopra di esso.
Per il lavoro “California Blinds 2” (2015) Jassen ha coperto delle comuni tende veneziane con foglie l’oro per creare una scultura con riflessi mobili. In “Cunicule 2” (2011) l’oro è usato di nuovo per coprire un elemento architettonico d’alluminio appeso nel muro della galleria. Il titolo francese, che significa “onda di calore”, allude sia all’effetto meteorologico che ai miraggi che si percepiscono attraverso il riverbero del calore.

Italia

Chiara Fumai

Chiara Fumai (1978-2017) è stata un’artista italiana nata a Roma e cresciuta a Bari. Originariamente attiva come DJ e musicista techno si è resa nota nelle gallerie italiane con le sue opere video e performance dal vivo.

Chiara Fumai ha lavorato principalmente con la fotografia, la video-art e le performance, rappresentando il linguaggio e la cultura mediatica contemporanea attraverso un’ideologia radicale femminista. Una delle prime opere si intitola “Chiara Fumai presenta Nico Fumai” (2008) dove l’artista presentava una figura paterna immaginaria trasformata in cantante pop degli anni ’80, sottolineando i meccanismi mediatici della televisione italiana del 1980.

“Credo che vivere l’opera d’arte in maniera totale – quindi anche su un piano realmente autobiografico – sia un modo intenso e generoso di stare al mondo”.

Per Documenta 13 ha presentato “The Moral Exhibition House” (2012): una casetta bianca “infestata” dagli spiriti di note donne femministe del passato. L’installazione voleva rappresentare una dimensione atemporale quale rielaborazione anarco-femminista della casa stregata narrata nella favola di Hansel e Gretel. Nei diversi spazi Funai dava voce a protagonisti del femminismo internazionale, tra cui l’italiana Carla Lonzi della quale recita passaggi di “Sputiamo su Hegel” (1970). In un altro spazio della casa era invece messa in scena “Shut up, actually talk”: un’azione in stile freak show che esplorava il secondo manifesto della Rivolta femminista “Io dico io”.

Ancora femminismo nella perfomance “Chiara Fumai legge Valerie Solanas” (2012), dove l’artista dava corpo e voce a Valerie recitando estratti del suo manifesto, scritto con lo scopo di dimostrare l’inferiorità dell’uomo rispetto alla donna.

Nella videoinstallazione “The Book of Evil Spirit” Chiara Fumai recitava il ruolo della famosa sensitiva del ‘900 Eusapia Palladino. Nel video si vedeva Palladino durante una seduta spiritica nell’atto di rievocare gli spiriti della donna barbuta Annie Jones, della scrittrice Ulrike Meinhof e della filosofa Carla Lonzi. L’opera voleva essere una citazione dei lavori precedenti dell’artista, nei quali Fumai rendeva visibile la diversità di figure femminili marginali e omaggiava grandi pensatrici del passato che hanno contribuito a rivoluzioni sociali.

 

Europa

Sam Taylor-Johnson

Sam Taylor-Johnson è un’artista britannica appartenente al movimento Young British Artists e  conosciuta anche come Sam Taylor-Wood. Nata a Londra nel 1967, lavora nel campo della fotografia e video-arte e partecipa a numerose esibizioni personali e collettive, tra cui la Biennale di Venezia  nel 1997.

Le fotografie e i video di Sam Taylor-Johnson esaminano le condizioni sociali e psicologiche dell’uomo contemporaneo. Il soggetto principale del suo lavoro è il conflitto tra essere e apparenza, tra mondo interiore ed esteriore. I personaggi protagonisti dei suoi lavori entrano a far parte di scenari conflittuali, dove il senso di interiorità diventa labile e si confonde con la realtà oggettiva.

Nel video-ritratto di Sam Taylor-Johnson a David Beckam, l’artista offre un punto di vista alternativo su una delle celebrità più fotografate al mondo, ritratta serenemente addormentata.  In “In Prelude in Air” (2005) Taylor-Johnson filma un musicista mentre suona con un violoncello invisibile un brano di Bach.

Nella celebre pellicola “Still Life” (2001), un ciotola di frutta decade a un ritmo accelerato, creando un viscerale memento mori. Stessa idea diverso soggetto, “A Little Death” mostra il processo di decomposizione accellerato di una lepre morta.
In “The Last Century” (2005), l’artista propone invece un’immagine statica di un gruppo di persone che ricordano un dipinto di Rebrandt o Caravaggio e che, quasi impercettibilmente, rivela il respiro e i leggerissimi movimenti dei soggetti filmati.

Tra i lavori fotografici più noti c’è invece “Crying Men” (2004), una serie di ritratti fotografici che ritraggono le lacrime e le espressioni contorte di celebrità maschili.

 

Europa

Hilma af Klint

Hilma af Klint è stata una pittrice astratta svedese, vissuta tra il 1862 e il 1944. I suoi primi lavori astratti risalgono al 1906, dopo un primo periodo di rappresentazioni naturalistiche.

La sua arte si ispirava allo spiritualismo e all’occulto filosofico della teosofa russa Madame Blavatsky, le quali teorie avevano influenzato altri grandi astrattisti come Mondrian, Malevich, Kandinsky e soprattutto Klint,
Hilma af Klint faceva derivare ogni forma di conoscenza dallo spirito, che considerava l’aspetto più profondo dell’essere umano.

Con il collettivo “The Five” (nato nel 1892) af Klint iniziò a creare degli sperimentali disegni basati sull’automatismo, creando un linguaggio visuale geometrico per rappresentare lo spirituale e l’invisibile. I suoi dipinti sembrano mostrare il tentativo di catturare l’immagine reale. Caratterizzati da griglie, cerchi e le aree monocromatiche, i lavori di Hilma af Klint sono astrazioni di forme esistenti, popolate di numeri, parole e ombre di oggetti. Il risultato sembrerebbe un miscuglio di rappresentazioni di enigmi e di forze primordiali evolutive.

Secondo la sua volontà, i suoi dipinti non avrebbero dovuto essere mostrati pubblicamente prima di 20 anni dalla sua morte, perché solo allora il pubblico avrebbe potuto capirne il significato. L’artista lasciò oltre 1200 dipindi che furono donati alla Moderna Museet di Stoccolma nel 1970.

 

Europa

Maria Lassnig

Maria Lassnig nasce in Carinzia (Austria) nel 1919 e frequenta l’Accademy Of Fine Arts di Vienna durante la seconda Guerra Mondiale. Il suo lavoro consiste principalmente in autoritratti non convenzionali.

Dopo un primo periodo a Parigi e a New York, dove assorbe le influenze del cubismo e dell’arte informale, inizia nel ’49 a sperimentare disegni introspettivi. Partendo da questa esperienza Maria Lassnig conia il termine “body awareness”, uno stile che l’artista utilizza per ritrarre parti del proprio corpo partendo da come lei stessa lo percepisce.

L’unica verità sono le mie senzazioni, messe in scena nei confini del mio corpo.

Insistendo che l’atto di dipingere è prima di tutto uno sforzo fisico, il suo lavoro mostra la connessione tra la pittura e gli eventi esterni. Differentemente da Pollock, Lassning ritiene che l’essenza dell’arte sia nell’opera d’arte stessa, non è nell’atto del dipingere.

Molti dei suoi autoritratti raffigurano corpi con parti mancanti o tutt’uno con altri oggetti appartenenti alla vita di tutti i giorni. Con queste spesso disturbanti manipolazioni del corpo, Lassnig richiama l’attenzione al suo corpo in quanto donna, che assumendo sembianze inquietanti e robotiche.

 

America

Diane Arbus

Diane Arbus (Diane Nemerov), artista nota per i suoi ritratti fotografici focalizzati sui tratti marginali e grotteschi, nacque a New York il 14 marzo del 1923 in una ricca famiglia ebrea.  Fu grazie alla collaborazione lavorativa nel campo della moda con suo marito Allan Arbus – sposato a soli 18 anni e dal quale ebbe …

Europa

Rebecca Horn

Rebecca Horn è una scultrice e regista tedesca, aperta verso diversi linguaggi artistici che vanno dalla performance alle istallazioni. E’nota soprattutto per le sue creazioni di body extension. Rebecca nacque a Michelstadt (Comune tedesco situato nell’Assia) il 24 Marzo 1944, città dove passò l’infanzia in compagnia di una governante rumena che le insegnò a disegnare, …

America

Judy Chicago

L’artista e scrittice statunitense nasce nel 1939 come Judith Cohen, nella città di cui più tardi prenderà il nome d’arte. È l’esponente più significativa della Feminist Art, di cui ne elabora nel 1971 un programma, il primo nel suo genere. Già dalle sue prime opere degli anni ’60 si nota l’attenzione verso la donna, il …

Europa

Sophie Calle

Sophie Calle è una fotografa, scrittrice e regista francese, nata a Parigi il 9 ottobre 1953. Fu un viaggio negli Stati Uniti a dare inizio alla sua carriera artistica, nonostante abbia spesso affermato di essersi avvicinata all’arte durante la Biennale di Parigi del 1980, grazie all’incontro con Bertrand Lamarche-Vadel. Lavorando tra Stati Uniti, Venezia e …

America

Francesca Woodman

Nata a Denver nel 1958, la figlia d’arte Francesca Woodman è stata una fotografa statunitense dal carattere provocatorio e dall’anima tormentata. Nonostante scomparve tragicamente a 23 anni gettandosi da un palazzo di New York, la Woodman fu un’artista influente nel panorama artistico degli ultimi decenni del XX secolo. Intraprese la via della fotografia giovanissima, quando …

Italia

Carla Accardi

Carla Accardi nasce a Trapani nel 1924 ed è un’ artista tra le più rappresentative del secondo dopoguerra italiano. Studia all’ Accademia delle Belle Arti di Palermo fino al 1947 e nello stesso anno si lega alla corrente dei giovani “formalisti e marxisti” che assieme a lei, unica donna, costituiranno il gruppo Forma I, spogliando …

Estremo Oriente

Sri Astari

Sri Astari è un’artista indonesiana nata nel 1953 a Jakarta, dove ancora oggi vive e lavora. Nel corso della sua carriera artistica, Sri Astari si è impegnata nella rilettura dei simboli e dei valori della cultura indosensiana. Ispirata da temi sociali e politici, l’artista mette in discussione gli stereoripi e i condizionamenti culturali della società …

Medio Oriente

Emily Jacir

Emily Jacir è un’artista palestinese nata a Betlemme nel 1970. Lavora e vive tra Roma e Ramallah e ha esposto ampiamente sia in America, che in Europa e in Medio Oriente. Jacir utilizza diversi mezzi tra cui video, fotografia, installazione, performance, scultura ed effetti sonori. Dal 1999 è attiva nella ricostruzione delle scena artistica di …

Italia

Francesca Romana Pinzari

Francesca Romana Pinzari  è una pittrice, performer e scultrice romana, nata a Perth (in Australia) nel 1976. Dal 2001 lavora con diversi media ponendo l’accento sul legame tra memoria individuale e collettiva. I suoi soggetti principali sono i miti e i feticci, richiami dell’antichità e forze primordiali che si traducono in storie di un’intima sacralità. Le …

Europa

Oksana Mas

Oksana Mas è un’artista contemporanea ucraina nata nel 1969 che vive e lavora a Odessa. Dopo il diploma in storia dell’arte, si è laureata in filosofia e ha quindi intrapreso la carriera d’artista. Tra le sue opere, esposta alla Biennale di Venezia 2011, c’è “Post-vs-Proto-Renaissance”, un’installazione monumentale alta 92 e lunga 134 metri, composta da …

America

Adrian Piper

Adrian Margaret Smith Piper è un’artista afro-americana nata a New York City nel 1946. I suoi lavori sono incentrati sull’analisi della “patologia visiva” del razzismo: sull’immagine determinata dalla società e sugli stereotipi diffusi negli anni ’90 dell’uomo afro-americano. Nell’opera “Quattro intrusi più sistemi d’allarme” , del 1980, il pubblico viene messo di fronte a delle …

Estremo Oriente

Yayoi Kusama

Yayoi Kusama è un’artista giapponese nata nel 1929. Partecipa nel 1966, insieme a Louise Bourgeois e Eva Hesse, alla mostra “Astrazione eccentrica”a New York e fa parte dell’avanguardia di artiste femministe degli anni ’60. Il suo stile consiste nel moltiplicare all’infinito e in maniera ossessiva dei sacchetti riempiti d’ovatta e colorati di bianco che rappresentavano …

Europa

Louise Bourgeois

Nata nel 1911 a Parigi, Louise Bourgeois è una delle maggiori esponenti dell’Astrazione Eccentrica, movimento nato dall’omonima mostra del 1966 che forniva un’alternativa espressiva al minimalismo. L’opera della Bourgeois nasce con sculture e disegni di influenza surrealista – come “He disappeared into complete silence” o le “femmes-maisons” (1942-1947) – incentrate sui temi della solitudine, del …

Italia

Ketty La Rocca

Ketty La Rocca è un’artista nata a La Spezia nel 1938 e morta a soli 38 anni a Firenze nel 1976. La sua vita è stata breva ma intensa, caratterizzata da un lavoro prolifico nell’ambito dell’avanguardia femminista fiorentina. La ricerca dell’artista fu influenzata dalle teorie verbovisuali del Guppo 70 di Giuseppe Chiari – che lavorava …

America

Martha Rosler

Martha Rosler è un’artista nata nel 1943 a New York. Utilizza diversi media come la fotografia, la scultura, i video e le installazioni. L’artista è particolarmente interssata alla televisione, che identifica con lo strumento per eccellenza per la propaganda di stereotipi del femminile e miti quotidiani. Martha Rosler utilizza il collage per manipolare le immagini …