{"id":1047,"date":"2018-04-28T11:10:11","date_gmt":"2018-04-28T09:10:11","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/?p=1047"},"modified":"2022-05-28T10:21:32","modified_gmt":"2022-05-28T08:21:32","slug":"irma-blank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/irma-blank\/","title":{"rendered":"Irma Blank"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>&#8220;<i>La scrittura<\/i>\u00a0<em>nasce nel presente, porta con s\u00e9 il passato e rimanda al futuro&#8230;. Praticamente \u00e8 un andare con il tempo&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><b>Irma Blank<\/b> \u00e8 un&#8217;artista nata nel 1934 a Celle, in Germania, e vive attualmente a Milano. Le sue pi\u00f9 importanti personali hanno avuto luogo a partire dal 1975 in citt\u00e0 come Milano, Berlino, New York e Parigi, proseguendo negli anni &#8217;80 e &#8217;90 con numerose mostre personali e collettive. I suoi libri d&#8217;artista sono stati esposti in istituzioni come il MoMa di New York e la Biblioteca Nazionale di Francia, mentre nel marzo 2013 \u00e8 stata inauguarata la mostra\u00a0<strong>&#8220;Senza parole&#8221;<\/strong> (Bologna) che ripercorre l&#8217;intera carriera dell&#8217;artista.<\/p>\n<p>Irma Blank\u00a0utilizza la scrittura con l&#8217;intento di recuperare i simboli e i segni primordiali della comunicazione. L&#8217;ambiente in cui evolve la sua poetica \u00e8 quello della seconda met\u00e0 degli anni &#8217;60 e primi &#8217;70, quando l&#8217;arte concettuale si propone come corrente trainante del periodo, un terreno fertile su cui\u00a0Irma Blank pu\u00f2 mettere in atto la sua sperimentazione linguistica del segno autonomo.<\/p>\n<p>I primi cicli proposti dall&#8217;artista sono gli <em>Eigenschriften (Scritti personali),<\/em> dove la pagina \u00e8 completamente riempita da <strong>&#8220;scritture asemantiche&#8221;<\/strong>, come le ha definite Gillo Dorfles, e dove il segno grafico non \u00e8 scindibile in ulteriori unit\u00e0 alfabetiche. La Blank punta a ritornare alle radici del proprio io precludendo al fruitore il senso ultimo dell&#8217;opera, il quale non pu\u00f2 far altro che apprezzare il mistico susseguirsi di segni senza comprenderne il significato. Quella dell&#8217;artista \u00e8 una scrittura silenziosa, un segno ripetuto, che nella ripetizione stessa <strong>&#8220;<i>\u00e8 potenziato e riporta allo stesso concetto, ci\u00f2 che \u00e8 stato e ci\u00f2 che potr\u00e0 essere<\/i> &#8220;<\/strong>.<\/p>\n<p>La scrittura che Irma Blank proprone nelle <em>Trascrizioni<\/em> \u00e8 un genere grafico esistenzialista: l&#8217;artista proietta la sua iteriorit\u00e0 nella srittura, <strong>&#8220;<i>una scrittura purificata dal senso, un segno autonomo che d\u00e0 voce al silenzio<\/i>&#8220;<\/strong>. In questa seconda serie vengono ricopiate le impostazioni tipografiche dei libri reali, ma le pagine vengono riempite in maniere metodica di segni che non posseggono alcun significato linguistico. Irma Blank crea un linguaggio aperto, che va oltre il significato storicamente determinato e dentro il quale ciascuno poteva proiettare s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Con i <em>Radical Writings<\/em> la Blank utilizza un tipo di scrittura &#8220;pittorica&#8221;. L&#8217;artista parte da s\u00e9 e va oltre, verso l&#8217;infinito, come una sorta di evoluzione delle <em>Trascrizioni<\/em>. Si pu\u00f2 entrare nell&#8217;opera come in un libro, con al centro una parte pi\u00f9 scura, che corrisponde all&#8217;inizio del segno. <strong>Tale segno viene prodotto in simultanea con il respiro per creare una corrispondenza sempre maggiore tra la scrittura, l&#8217;essere e la vita.<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>&#8220;<i>Ricerco ossessivamente e ostinatamente la salvazione nel vuoto semantico, scrivendo<\/i>&#8220;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tra la fine degli anni &#8217;80 e i primi anni &#8217;90 i pastelli, l&#8217;inchiostro e la china su carta o pergamena, fin&#8217;ora utilizzati, vengono sostituiti con colori acrilici e oli.<\/p>\n<p>Nella serie degli <em><b>Avant-testi<\/b><\/em> l&#8217;artista utilizza anche la biro, su un supporto in poliestere posto sul telaio. In questo periodo, la Blank si addentra nel mondo dell&#8217;astrattismo, celebra il mito, i primordi della scrittura, che &#8220;<i>si consegna in un movimento rotatorio, autoavvolgentesi. Viene dal corpo e ritorna ad esso. Lasciando traccia della sua breve epifania<\/i>&#8220;. Ci\u00f2 viene ottenuto dal movimento circolare che l&#8217;autrice impone a un fascio di biro, finch\u00e9 non ritiene la superficie ottenuta abbastanza omogenea. Tale operazione \u00e8 intesa come l&#8217;espressione del proprio Io pi\u00f9 nascosto.<\/p>\n<p>Uno degli ultimi cicli si intirola <em><b>Hyper-Text<\/b><\/em> ed \u00e8 uno sguardo sulla societ\u00e0 attuale. Qui la Blank sovrappone con la tecnica serigrafica il testo da lei scritto in tre lingue con lo scopo di impedirne la leggibilit\u00e0, utilizza dunque una scrittura semantica, le cui lettere sono cos\u00ec sovrapposte da rendere impossibile la lettura.<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;T<i>roppa informazione \u00e8 nessuna informazione<\/i>&#8220;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Un articolo di <b>Martina Bottazzi<\/b><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La scrittura\u00a0nasce nel presente, porta con s\u00e9 il passato e rimanda al futuro&#8230;. Praticamente \u00e8 un andare con il tempo&#8221;. Irma Blank \u00e8 un&#8217;artista nata nel 1934 a Celle, in Germania, e vive attualmente a Milano. 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