{"id":1142,"date":"2010-12-17T12:01:17","date_gmt":"2010-12-17T11:01:17","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/?p=1142"},"modified":"2022-10-23T17:20:25","modified_gmt":"2022-10-23T15:20:25","slug":"jenny-holzer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/jenny-holzer\/","title":{"rendered":"Jenny Holzer"},"content":{"rendered":"<p>Jenny Holzer \u00e8 una delle pi\u00f9 note artiste concettuali statunitensi, membro dell\u2019ARS (Artists Rights Society) di New York.<\/p>\n<p>Nata a Gallipolis (Ohio) nel 1950, Jenny Holzer studia presso la Ohio University di Athens e la Rhode Island School of Design di Providence. Nel 1977 si trasferisce a New York dove vive attualmente. Qui frequenta il programma di Indipendent Studies al Whitney Museum of American Art e intraprende la sua ricerca incentrata sul linguaggio.<\/p>\n<p>Proprio dal 1977 crea i suoi primi lavori basati sulla scrittura, dando vita alla serie <i><strong>Truism\u00a0<\/strong><\/i>(\u201cverit\u00e0 ovvie\u201d), parole su carta da diffondere per la citt\u00e0. Due anni dopo, nel 1979, si associa al gruppo di artisti <b>Colab<\/b> (tra cui <a href=\"\/cittaenatura\/jean-michel-basquiat\/\">Basquiat<\/a>), con i quali condivide la preferenza per i luoghi urbani e metropolitani come diffusione capillare della propria opera, di contro alle strutture d\u2019arte tradizionali sentite ormai inadeguate (gallerie, musei, riviste specializzate).<\/p>\n<p>Durante tutta la sua carriera ha esposto in musei come il Solomon R. Guggenheim di New York, i cui <i>truism<\/i> ripercorrevano tutta la spirale interna dell\u2019edificio (1989), il Centre Pompidou di Parigi (1996), il Museum of Modern Art (1997), il Whitney Museum of American Art di New York (1999), l\u2019Oslo Museum of Contemporary Art (2000), e la Neue Nationalgalerie di Berlino (2001). <strong>Nel 1990, rappresenta il Padiglione Americano alla 44 esima Biennale di Venezia, vincendo il Leone d\u2019Oro\u00a0 con <\/strong><i><strong>Venice installation<\/strong>,<\/i> truismi scolpiti su lapidi. Nel 2004, invece, Holzer riceve in patria il Public Art Network Award.<\/p>\n<p>Nel 2010 Jenny Holzer sbarca in Asia dove presenta su LED i suoi slogan politici &#8220;PROTECT ME FROM WHAT I WANT&#8221; nella galleria Pearl Lam di Hong Kong, successivamente montati in un digital video su musica di John Cage e montaggio di Ringo Tang.<\/p>\n<p>La sua poetica \u00e8 basata sul principio di <strong>arte pubblica<\/strong> ed \u00e8 portatrice di messaggi diffusi al di fuori degli spazi e dei canali tradizionali. Messaggi autoritari che vanno da frasi laconiche disposte in ordine alfabetico a quelle sempre pi\u00f9 complesse e intimistiche, dichiarazioni, clich\u00e9, stampati su volantini distribuiti per strada e su poster in bianco e nero affissi abusivamente per le strade di Soho (nei primi lavori della fine degli anni \u201870), su T-shirt, cappellini, confezioni di profilattici, su tabelloni segnapunti, scontrini, su lapidi, alluminio, placchette di bronzo, o realizzate su pannelli pubblicitari e su monumentali insegne elettroniche al LED (negli anni \u201880) il cui medium secondo le stesse parole dell\u2019artista<i>&#8220;ha improvvisamente cambiato l&#8217;enfasi delle mie opere. Era come avere la voce dell&#8217;autorit\u00e0 che diceva qualcosa di diverso da quello che direbbe normalmente&#8221;<b>.<\/b><\/i><\/p>\n<p>Le tematiche sono costantemente quelle di <strong>guerra<\/strong>, <strong>politica<\/strong>, <strong>violenza<\/strong> e <strong>morte<\/strong>. Nella sua ricerca di una comunicazione alterata ma spiazzante che potrebbe definirsi <i>guerrilla marketing<\/i>, Jenny da vita alla prima serie importante di opere chiamata <strong><i>Truism <\/i><\/strong>(risalente al 1977-80). I<strong> truismi<\/strong> sono affermazioni brevi e incisive che l\u2019artista costruisce partendo da modi di dire popolari sui quali lavora sopra, parafrasandone il linguaggio e dando vita a frasi che colpiscono il senso comune, il pensiero dominante e qualunque tipo di pregiudizio. All\u2019apparenza sembrano frasi riprese dalla strada, ascoltate in metropolitana o riprese dagli slogan televisivi.<\/p>\n<p>Affermazioni brevi e ipnotiche (lunghe una riga), ogni truismo evidenzia delle voci narranti diverse, come diversa \u00e8 spesso la loro rappresentazione e i loro mezzi di comunicazione, sempre di massa. Hanno in s\u00e9 la retorica dell\u2019impulso comunicativo tipico del manifesto e la razionalit\u00e0 denotativa di una semplice didascalia. Cos\u00ec lo spettatore \u00e8 inconsapevolmente trascinato in un vortice di circolarit\u00e0 di messaggi e di ipertesto urbano che si sedimentano progressivamente nel loro apparato cognitivo e nel loro immaginario, cambiandone la visione.<\/p>\n<p>Dalla serie <b><i>Truism<\/i><\/b> (1977-1978):<\/p>\n<p><b>\u201cUno sforzo sincero \u00e8 tutto quello che puoi chiedere\u201d<\/b><\/p>\n<p><b>\u201cNon aspettarti che la gente sia quello che non \u00e8\u201d<\/b><\/p>\n<p><b>\u201cSe non lasci il segno rinunciaci\u201d<\/b><\/p>\n<p>Negli anni successivi Jenny Holzer elabora una serie di nuove opere, basate sempre sull\u2019uso della scrittura e realizzate su supporti diversi, come placche di bronzo, alluminio, lapidi. Ai <i>Truism <\/i>fanno quindi seguito ad esempio le serie:\u00a0<i>Inflammatory essays<\/i>\u00a0(1978-80),\u00a0<i>Living series<\/i>\u00a0(1983),\u00a0<i>Survival series<\/i>\u00a0(1986),\u00a0<i>Laments<\/i>\u00a0(1988), <i>Lustmord<\/i>\u00a0(1993-94).<\/p>\n<p>Al pari delle artiste Barbara Kruger e <a href=\"\/ledonnedellarte\/cindy-sherman\/\">Cindy Sherman<\/a>, Jenny Holzer apre la strada al confronto e al dialogo, da l\u00ec in poi mai terminato, tra l\u2019arte e l\u2019immaginario mediale.<\/p>\n<p>Difatti con l\u2019avvento del web, Jenny Holzer non si lascia scappare l\u2019opportunit\u00e0 di diffondere i suoi truismi e la sua arte attraverso il suo sito internet ADAWEB <a href=\"http:\/\/www.adaweb.com\/\">www.adaweb.com<\/a> creato nel 1995, attraverso il quale, in maniera criptica, riesce ad arricchire la collezione dei modi di dire. Questo sito inoltre aiuta Holzer a spersonalizzarsi maggiormente rispetto a quanto gi\u00e0 aveva cercato di fare con le sue frasi enigmatiche, portando fino al limite la perdita dell\u2019autorit\u00e0 dell\u2019artista.<\/p>\n<blockquote><p><b>\u201cHo sempre voluto che la mia voce non fosse identificabile\u201d<\/b><\/p><\/blockquote>\n<p>Le opere e gli interventi pubblici di Jenny Holzer si collocano al confine tra spazio \u201cpubblico\u201d e \u201cprivato\u201d, tra \u201caccettato\u201d e \u201cnon politicamente corretto\u201d, e sono creati ad hoc per l\u2019ambiente in cui espone, andando a creare cos\u00ec un solido contatto tra il contenitore e l\u2019opera contenuto.<\/p>\n<p>Una della tante significative versioni dei suoi <i>Truism<\/i> \u00e8 l\u2019installazione <strong><i>Spectacular Board<\/i><\/strong> del 1982 a Times Square: un gigantesco pannello elettronico al LED acceso giorno e notte dove comparivano in sequenza frasi forti come \u201cL\u2019abuso di potere non \u00e8 mai una sorpresa\u201d, \u201cOgni surplus \u00e8 immorale\u201d \u201cProteggimi da ci\u00f2 che voglio\u201d.<\/p>\n<p>Qualche anno dopo nel 1989, Holzer presenta nel Dia center for the arts di New York la toccante installazione <strong><i>Laments<\/i><\/strong> in cui su tredici insegne LED e su tredici sarcofagi sono presenti continui pensieri sulla morte di uomini, donne e bambini.<\/p>\n<p>Una delle opere pi\u00f9 forti \u00e8 <b><i>Lustmord<\/i><\/b> (parola che allude gi\u00e0 allo stupro), una serie di \u201cscritture sul corpo\u201d create da Holzer su commissione del quotidiano tedesco \u201cS\u00fcddentsche Zeitung\u201d nel 1993, periodo della guerra in Bosnia, dove il mondo intero assiste alle atrocit\u00e0 della \u201cpulizia etnica\u201d nell\u2019ex Jugoslavia. L\u2019opera consiste in frasi di violenza indistintamente pronunciate da carnefici, vittime e osservatori, scritte (in inglese e tedesco) su pelle umana con il sangue di donne tedesche e jugoslave, che ricordano, e nel frattempo cercano di esorcizzare, tutti quei corpi violati dalla pratica diffusa degli stupri di massa. Una critica feroce quindi contro la violenza maschile sulle donne, vittime innocenti delle guerre.<\/p>\n<blockquote><p><b>\u201cSono sveglia nel luogo dove la donna muore&#8221;. <\/b><\/p>\n<p><b>\u201cIl suo colore la dove lei e\u2019 sottosopra. \u00c8 abbastanza perch\u00e9 io la uccida&#8221;.<\/b><\/p><\/blockquote>\n<p>Riguardo tutto il suo lavoro, Jenny Holzer sostiene:<\/p>\n<blockquote><p><b>\u201cCerco sempre di portare un contenuto insolito ad un pubblico diverso, non al mondo dell\u2019arte\u201d<\/b><\/p>\n<p>(intervista a <i>Wired<\/i>)<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\">Articolo di <b>Daisy Triolo<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2095\" src=\"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-opere.jpg\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-opere.jpg 269w, https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-opere-86x60.jpg 86w\" sizes=\"(max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2096\" src=\"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Living-series-300x151.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Living-series-300x151.jpg 300w, https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Living-series-1024x515.jpg 1024w, https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Living-series-768x386.jpg 768w, https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Living-series-119x60.jpg 119w, https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Living-series.jpg 1528w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2097\" src=\"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Survival-series-300x255.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Survival-series-300x255.jpg 300w, https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Survival-series-71x60.jpg 71w, https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Survival-series.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2098\" src=\"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Truism.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Truism.jpg 275w, https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/12\/jenny-holzer-Truism-90x60.jpg 90w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jenny Holzer \u00e8 una delle pi\u00f9 note artiste concettuali statunitensi, membro dell\u2019ARS (Artists Rights Society) di New York. Nata a Gallipolis (Ohio) nel 1950, Jenny Holzer studia presso la Ohio University di Athens e la Rhode Island School of Design di Providence. Nel 1977 si trasferisce a New York dove vive attualmente. Qui frequenta il &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2093,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4,12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1142"}],"collection":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1142"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2099,"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1142\/revisions\/2099"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}