{"id":115,"date":"2013-08-03T12:30:36","date_gmt":"2013-08-03T10:30:36","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/wp786\/?p=115"},"modified":"2013-08-03T12:30:36","modified_gmt":"2013-08-03T10:30:36","slug":"yayoi-kusama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/yayoi-kusama\/","title":{"rendered":"Yayoi Kusama"},"content":{"rendered":"<p>Yayoi Kusama \u00e8 un&#8217;artista giapponese nata nel 1929 a Matsumoto City, in Giappone. Ha studiato pittura a Kyoto prima di spostarsi a Seattle nel 1957 e poi a New York, un anno dopo. Afferm\u00f2 che aveva iniziato a considerare la societ\u00e0 giapponese &#8220;troppo piccola, servile, feudalistica e maschilista&#8221; e per tagliare netto con il passato distrusse la maggior parte dei dipinti che aveva prodotto in Giappone.<\/p>\n<p>Nel 1966, insieme a Louise Bourgeois e Eva Hesse, partecipo&#8217; alla mostra <strong>&#8220;Astrazione eccentrica&#8221;<\/strong>a New York e fece parte dell&#8217;avanguardia di artiste femministe degli anni &#8217;60.<\/p>\n<p>Kusama \u00e8 risconosciuta a livello internazionale per la sua produzione di dipinti ispirati ad allucinazioni e ricordi d&#8217;infanzia e di istallazioni come <strong>Infinity Mirror Room<\/strong> (1965). Il suo stile consiste nel moltiplicare all&#8217;infinito e in maniera ossessiva dei sacchetti riempiti d&#8217;ovatta e colorati di bianco che rappresentavano il fallo. Kusama crea cos\u00ec campi di escrescenze, tra l&#8217;oggetto minimalista e le immagini pop, per l&#8217;utilizzo ossessivo di pois rossi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>&#8220;Con un solo puntino, non possiamo ottenere nulla. Nell&#8217;universo, c&#8217;e&#8217; il sole, la luna, la terra e miliardi di stelle. Cercare di capire la filosofia dell&#8217;universo attraverso l&#8217;arte mi ha portato a perseguire una cosiddetta ripetizione stereotipica&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La forma fallica viene cos\u00ec trasformata in una parodia di s\u00e9 stessa: ambienti e oggetti diventavano indistinti, sommersi dai pois e dai bozzoli bianchi. Tra le opere pi\u00f9 note c&#8217;\u00e8 &#8220;Accumulazioni&#8221; del 1961, <strong>&#8220;Aggregazione: mille barche&#8221;<\/strong> del 1964 e <strong>&#8220;Casa di specchi infinita &#8211; Campo di falli&#8221;<\/strong> del 1965. Con queste opere Kusama vuole immergere lo spettatore nei suoi pensieri piu&#8217; ossessivi e inquietanti che prendono forma di accumulazioni e ripetizioni.<\/p>\n<p>Nonostante il successo dei primi anni, Kusama fu costretta a tornare in Giappone nel 1970 perch\u00e9 affetta da gravi problemi mentali che la costrinsero a ritirarsi dalla scena artistica per alcuni decenni. Ancora oggi l&#8217;artista risiede all&#8217;ospedale psichiatrico di Seiwa a Tokyo &#8211; in forma volontaria.<\/p>\n<p>Nel 1993 Yayoi Kusama ritorno&#8217; a produrre arte rappresentando il Giappone alla Biennale di Venezia. Il 2017 fu un altro anno molto prolifico per l&#8217;artista: presento&#8217; l&#8217;opera \u201cYayoi Kusama: Infinity Mirrors\u201d al Hirshhorn Museum a Washington, D.C., \u201cYayoi Kusama: Life is the Heart of Rainbow\u201d alla National Gallery di Singapore e altre due esibizioni personali al David Zwirner di New York.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Yayoi Kusama \u00e8 un&#8217;artista giapponese nata nel 1929 a Matsumoto City, in Giappone. Ha studiato pittura a Kyoto prima di spostarsi a Seattle nel 1957 e poi a New York, un anno dopo. 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