{"id":791,"date":"2014-02-10T10:24:20","date_gmt":"2014-02-10T09:24:20","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/?p=791"},"modified":"2014-02-10T10:24:20","modified_gmt":"2014-02-10T09:24:20","slug":"kiki-smith","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/kiki-smith\/","title":{"rendered":"Kiki Smith"},"content":{"rendered":"<p>Kiki Smith \u00e8 un\u2019artista americana di origine tedesca, protagonista di pi\u00f9 di 150 mostre monografiche nel mondo e occupa un posto di spicco nel panorama dell\u2019<a href=\"\/\">arte contemporanea<\/a>.<\/p>\n<p>Figlia d\u2019arte del noto artista minimalista Tony Smith e dell\u2019attrice e cantante d\u2019opera americana Jane Smith, Kiki nasce a Norimberga nel 1954 e si stabilisce a New York nel 1976. Alla fine degli anni \u201970 l\u2019artista partecipa attivamente all\u2019esperienza <strong>COLAB<\/strong> (Collaborative Project Inc.), collettivo di artisti che si occupano di <a href=\"\/arteattivista\/\">problematiche sociali<\/a> e che operano al di fuori del sistema tradizionale delle gallerie. Nel 1980 COLAB allestisce la famosa retrospettiva <i>Times Square Show<\/i> dove Kiki Smith partecipa insieme ad altri importanti artisti, come <a href=\"\/cittaenatura\/jean-michel-basquiat\/\">Jean-Michel Basquiat<\/a> e <a href=\"\/arteattivista\/keit-haring\/\">Keith Haring<\/a>, esponendo il suo primo lavoro sul corpo che diverr\u00e0 la sua cifra stilistica. Dopo aver esposto in collettive ai margini del tradizionale circuito galleristico, dal 1985 arrivano i primi riconoscimenti ufficiali e Kiki Smith inisia a partecipare a diverse Biennali (Biennale Whitney 1991, 1993, 2002; Biennale di Firenze 1996, 1997, 1998; Biennale di Venezia 1993, 1999, 2005, 2009).<\/p>\n<p>Negli anni in cui dilaga tra gli artisti la sperimentazione dei nuovi media, Kiki Smith preferisce l\u2019utilizzo delle tecniche tradizionali usando spesso superfici povere come la carta (alla stregua dell\u2019artista <a href=\"\/ledonnedellarte\/marlene-dumas\/\">Marlene Dumas<\/a>) ed \u00e8 per questo motivo che alla fine degli anni \u201980 viene inserita nell\u2019ondata <b>neo-espressionista europea<\/b> insieme agli artisti Julian Schnabel e David Salle<b>.<\/b> Mediante diversi materiali dal vetro al bronzo, dalla porcellana alla ceramica, dal latex alla cera d\u2019api, dal gesso alla carta, Kiki Smith produce sculture e disegni che raccontano tematiche quotidiane come l\u2019<b>identit\u00e0<\/b>, gli <a href=\"\/arteattivista\/category\/sessismo\/\"><b>stereotipi sessuali<\/b><\/a>, il <b>rapporto tra il corpo e il mondo<\/b> e tra <b>l\u2019uomo e la <a href=\"\/cittaenatura\/\">natura<\/a><\/b>, abbracciando in pieno gli <a href=\"\/ledonnedellarte\/\">ideali femministi<\/a> e accostandosi quindi all\u2019impegno sociale di altre artiste degli anni \u201980 e \u201990.<\/p>\n<blockquote><p><i>Io credo nell\u2019arte come una nostra possibilit\u00e0 di auto-rappresentarsi, di rappresentare le nostre esperienze umane. A volte creo immagini dure, ma per me sono tentativi di sopravvivenza <\/i>(2002).<\/p><\/blockquote>\n<p>Il suo \u00e8 un lavoro stratificato di significati, metafore, paradossi. Il fulcro centrale della sua poetica \u00e8 la rappresentazione del <strong>corpo<\/strong>, in particolare quello <a href=\"\/ledonnedellarte\/\">femminile<\/a>, la sua deperibilit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0, la sua fragilit\u00e0 ma anche la sua forza in contrapposizione alla visione maschilista che lo vede come mero oggetto erotico. I corpi di Kiki Smith sono spesso lacerati, smembrati, in una visione che affonda le proprie radici sia nella scienza immaginaria ottocentesca, che nelle storie dei martiri, e che acquista una connotazione prettamente personale grazie all\u2019esperienza del corso di pronto soccorso da lei frequentato nel 1985, dove studia direttamente il corpo in stretta relazione con la malattia e il trauma.<\/p>\n<p>Tra i suoi lavori pi\u00f9 importanti e provocatori sull\u2019identit\u00e0 e sugli stereotipi sessuali risulta <a href=\"\/ledonnedellarte\/kiki-smith\/mother-and-child-1993-cera-new-museum-new-york\/\"><i>Mother and child <\/i><\/a>\u00a0(1993), una donna e un ragazzo in atteggiamenti esplicitamente sessuali, colti dallo spettatore completamente assorti nella loro intimit\u00e0 privata.<\/p>\n<blockquote><p>\u2026 <em>\u00e8 il concetto di riproduzione che mi ha spinto a concepire quest\u2019opera\u2026 la madre e il bambino, entrambi parte di una situazione autosufficiente, all\u2019infinito.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Un\u2019opera emblematica della forza intrinseca della donna \u00e8 rappresentata invece da <a href=\"\/ledonnedellarte\/kiki-smith\/rapture-2001-bronzo\/\"><i>Rapture<\/i> <\/a>(2001), dove Kiki, richiamandosi probabilmente alle favole e ai racconti fiabeschi, rappresenta una figura femminile completamente nuda che ha combattuto il suo aggressore, un lupo, ed emerge da esso con un andamento fiero lasciando l\u2019animale agonizzante a terra.<\/p>\n<blockquote><p><i>Spero insomma che qualcosa dell\u2019opera entri in risonanza con qualcos\u2019altro, cos\u00ec da far riflettere ciascuno sulla propria vita. <\/i>(2003)<\/p><\/blockquote>\n<p>Un articolo di <b>Daisy Triolo<\/b><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kiki Smith \u00e8 un\u2019artista americana di origine tedesca, protagonista di pi\u00f9 di 150 mostre monografiche nel mondo e occupa un posto di spicco nel panorama dell\u2019arte contemporanea. 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