{"id":931,"date":"2018-03-24T12:41:46","date_gmt":"2018-03-24T11:41:46","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/?p=931"},"modified":"2022-05-28T11:07:54","modified_gmt":"2022-05-28T09:07:54","slug":"annette-messager","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/annette-messager\/","title":{"rendered":"Annette Messager"},"content":{"rendered":"<p>Annette Messager \u00e8 un\u2019artista francese tra le pi\u00f9 conosciute a livello internazionale.<\/p>\n<p>Nata nel 1943 a Berk in Francia, Annette Messager studia all\u2019Ecole sup\u00e9rieure des Arts D\u00e9coratifs di Parigi (1962-1966) e grazie ad un premio di fotografia inizia a spostarsi da un paese all&#8217;altro. Dagli anni Ottanta ad oggi, Messager \u00e8 presente in moltissime attivit\u00e0 espositive e rassegne di tutto il mondo. La sua prima retrospettiva \u00e8 \u201c<i>Annette Messager, Com\u00e9die Trag\u00e9die 1971-1989<\/i>\u201d del 1989 al Mus\u00e9e de Grenoble (la stessa presentata al Kunstverein di Bonn e D\u00fcsseldorf, negli Stati Uniti e in Canada). Poi seguono tra le pi\u00f9 importanti: la personale del 1995 al Mus\u00e9e d\u2019Art Modern de la Ville de Paris; nel medesimo anno \u201c<i>Feminism\/masculin, le sexe de l\u2019art<\/i>\u201d al Centre Pompidou; tra il 1995 e il 1996 la retrospettiva curata da Los Angeles County Museum of Art (presentata anche al MoMA di New York e all\u2019Art Institute di Chicago); nel 2005 \u00e8 presente nel Padiglione Francese alla Biennale di Venezia dove vince il <strong>Leone d\u2019oro<\/strong> per l\u2019installazione <a href=\"\/ledonnedellarte\/?attachment_id=941\"><i>Casino<\/i><\/a>; nel 2008 al Mori Art Museum di Tokyo; nel 2010 al Zacheta National Gallery di Varsavia.<\/p>\n<p>Vicina ad altri artisti come <strong>Christian Boltanski<\/strong> (suo compagno) e <a href=\"\/ledonnedellarte\/gina-pane\/\">Gina Pane<\/a>, sin dagli esordi Annette Messager prende le distanze da un\u2019idea tradizionale di arte a favore di una maggiore libert\u00e0 espressiva. Le sue opere infatti sono <strong>collage<\/strong>, <a href=\"\/cittaenatura\/\"> <strong>installazioni<\/strong><\/a>, <strong>assemblaggi<\/strong>, <strong>sculture<\/strong>. La sua \u00e8 una tecnica che si compone di vari materiali, che vanno dall\u2019\u201cobject trouv\u00e9\u201d all\u2019utilizzo di fotografie (proprie o altrui), dai tessuti alla scrittura vera e propria, dal ricamo e l\u2019uncinetto ai libri, dalla pittura ai disegni, dal metallo al materiale video, dalle matite colorate ai led elettronici, dai giocattoli agli animali imbalsamati. Utilizzando fin dagli anni Settanta una quantit\u00e0 di materiali diversificati non tradizionali e riprendendo in parte lo stile dei quotidiani e l\u2019immaginario delle copertine delle riviste, Messager sembra <strong>combinare la cultura \u201calta\u201d e quella \u201cbassa\u201d<\/strong>, colmando la distanza che sussiste tra l\u2019Arte ufficiale e il quotidiano, eliminando di fatto qualunque tipo di gerarchia e ribaltando stereotipi e archetipi.<\/p>\n<p>La sua \u00e8 una riflessione sul fare arte e sull\u2019essere insieme <a href=\"\/ledonnedellarte\/\">donna e artista<\/a>. Difatti, nelle sue opere celebra l\u2019immaginazione creativa tipica delle donne, di cui assume lo statuto con orgoglio ma senza l\u2019ostilit\u00e0 di una <a href=\"\/arteattivista\/category\/sessismo\/\">femminista militante<\/a>. Scrive:<\/p>\n<blockquote><p><i>\u201cIn tutte le mie opere ho sempre cercato di mettere insieme materiali diversi tra loro. Non si tratta tanto di una strategia, ogni opera veniva giudicata in termini di forza, di potere, in definitiva, di virilit\u00e0. Quindi ho cercato di assumere una mentalit\u00e0 pi\u00f9 aperta verso i materiali, che mi ha permesso di non considerarli rigidamente e di far partecipare alla mia opera attivit\u00e0 tipicamente femminili. Era certamente in contrasto con il gusto corrente del tempo che privilegiava un\u2019arte al maschile, la \u201cvera\u201d pittura, la scultura\u2026.ma pi\u00f9 che di una strategia premeditata si trattava di una reazione istintiva. Sentivo che opporre questi piccoli dettagli quotidiani della femminilit\u00e0 all\u2019arte alta era gi\u00e0 di per s\u00e9 un\u2019affermazione critica (\u2026). La mia opera, quindi, non \u00e8 una riflessione critica sui media, ma una riflessione sul lavoro di una donna artista\u201d. <\/i>(2002)<i> <\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>I suoi lavori sono molto vicini come immaginario al <a href=\"\/magicosurreale\/\"><strong>surrealismo<\/strong><\/a>, toccano punti di comunanza perfetta con la <a href=\"\/ledonnedellarte\/marina-abramovic\/\">Body Art<\/a> (nel linguaggio del corpo, nell\u2019essenza della femminilit\u00e0 e nell\u2019inversione dei ruoli sociali del maschile e del femminile), sono vicini come impostazione visiva e pratica all\u2019<strong>Art Brut<\/strong>, e sfiorano l\u2019<strong><a href=\"\/artistiparola\/\">arte concettuale<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>In tutte le creazioni di Messager si trova una sorta di <strong>accumulazione compulsiva di segni del quotidiano e delle tracce della memoria<\/strong>, in una specie di grande e personale catalogazione di tutto il suo vissuto.&nbsp;L&#8217;artista infatti si definisce sia una <b>collezionista<\/b>, per avere l\u2019abilit\u00e0 di raccogliere intorno a s\u00e9 oggetti del vissuto &#8220;come maniera di contrastare la morte&#8221;, sia una <b>donna artista<\/b>. I suoi album- falsi diari <i>\u201cJournal intimes\u201d<\/i><i> <\/i>(anni &#8217;70) sono una delle dimostrazioni della sua capacit\u00e0 di conservare e lavorare con le immagini prese dalle riviste o di collezionare i proverbi sulle donne che suggeriscono tracce di lettura pi\u00f9 profonde nel suo voler <strong><i>\u201cnascondere mostrando\u201d <\/i><\/strong>(usando le parole dell\u2019artista). Questo porta lo spettatore \u201cvoyeur\u201d nella sua sfera intima, come se la spiasse dal buco della serratura.<\/p>\n<p>Le sue tematiche sono il corpo, la dualit\u00e0 della realt\u00e0 personale e sociale, l\u2019appropriazione di esperienze attraverso il tempo (con l\u2019aiuto appunto dell\u2019accumulo di oggetti e della loro manipolazione), la frammentazione (delle cose rappresentate e della rappresentazione dell\u2019opera stessa), dove in particolare l\u2019artista riprende i &#8220;Frammenti di un discorso amoroso&#8221; di Barthes che mostra come <strong>nella nostra societ\u00e0 non si possa parlare della donna che a frammenti<\/strong>, come di primi piani sul suo corpo. In riferimento a questa tematica l\u2019artista stessa afferma:<\/p>\n<blockquote><p><i>\u201c\u00c8 proprio l\u2019idea di totalit\u00e0, di interezza, che trovo spaventosa, per me equivale alla fine di qualcosa\u201d.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Messager da vita a delle serie di installazioni tra le pi\u00f9 originali. Degli anni Settanta sono i <a href=\"\/animaliearte\/\">passerotti impagliati<\/a> vestiti con abitini di maglia (1971-72) e i <a href=\"\/artistiparola\/\">proverbi sulle donne<\/a> ricamati su pezzi di stoffa (1974). A partire dagli anni Novanta, invece, l\u2019artista abbandona la dimensione intimista per approdare alle opere monumentali di grande impatto visivo, dove intere sale sono conquistate da allestimenti grandiosi: <strong><i>Les piques<\/i>&nbsp;<\/strong>(1991-93, aste metalliche, stoffe, bambole),&nbsp;<strong><i>P\u00e9n\u00e9tration<\/i><\/strong>&nbsp;(1993-94, organi e parti del corpo in stoffa appesi),&nbsp;<strong><i>Plaisir-d\u00e9plaisir<\/i><\/strong>&nbsp;(1997, stoffe, corde, plastica, bambole,&nbsp;<i>peluches<\/i>, fotografie, specchi),&nbsp;<a href=\"\/ledonnedellarte\/?attachment_id=939\"><i>D\u00e9pendance Ind\u00e9pendance<\/i><\/a>&nbsp;(1999, oggetti diversi appesi al soffitto).<\/p>\n<p>Una delle serie pi\u00f9 poetiche \u00e8 <a href=\"\/ledonnedellarte\/?attachment_id=937\"><i>Mes voeux <\/i><\/a>(<i>I miei desideri, <\/i>1988-1989) dove l\u2019artista assembla e appende mediante corde una serie di fotografie incorniciate che ritraggono parti di corpi umani, dove emergono bocche, occhi, nasi, sessi, un lavoro che presenta la stessa energia di un corpo che non riesce a trovare la sua totalit\u00e0 se non nel suo essere frammentato.<\/p>\n<p>Con <a href=\"\/ledonnedellarte\/?attachment_id=940\"><i>Articul\u00e9s-D\u00e9sarticules<\/i><\/a>&nbsp;(2001-2002), presentata la prima volta a Documenta XI nel 2002, il movimento meccanico entra a far parte delle installazioni. Qui i pupazzi e le parti del corpo umano sono animate da azioni ripetitive che evocano da una parte il funzionamento ciclico di un organismo e dall\u2019altra l\u2019immagine teatrale di una danza macabra.<\/p>\n<blockquote><p><i>&#8221; Un&#8217;artista dice sempre la stessa cosa, ma in modi diversi. Si va pi\u00f9 lontano, si regredisce , si fa un salto in avanti. Ci sono momenti pi\u00f9 introspettivi. Come il mondo si modifica, il lavoro si evolve e, invecchiando, si diventa pi\u00f9 umani. Ho le illusioni di tutti, lo stesso desiderio di amore, l&#8217;angoscia per il tempo che passa. Queste paure mi portano verso il gioco, forse come un esorcismo. Sono pi\u00f9 giocosa, pi\u00f9 infantile e pi\u00f9 seria e certamente staccata da un sacco di cose, come la paura di non sedurre, o di non esserci&#8230;&#8221;.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Un articolo di <strong>Daisy Triolo<\/strong><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Annette Messager \u00e8 un\u2019artista francese tra le pi\u00f9 conosciute a livello internazionale. Nata nel 1943 a Berk in Francia, Annette Messager studia all\u2019Ecole sup\u00e9rieure des Arts D\u00e9coratifs di Parigi (1962-1966) e grazie ad un premio di fotografia inizia a spostarsi da un paese all&#8217;altro. 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