{"id":996,"date":"2014-04-15T10:15:09","date_gmt":"2014-04-15T08:15:09","guid":{"rendered":"http:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/?p=996"},"modified":"2014-04-15T10:15:09","modified_gmt":"2014-04-15T08:15:09","slug":"ghada-amer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iperarte.net\/ledonnedellarte\/ghada-amer\/","title":{"rendered":"Ghada Amer"},"content":{"rendered":"<p>Ghada Amer \u00e8 una artista egiziana tra le pi\u00f9 rappresentative nel panorama culturale internazionale.<\/p>\n<p>Nata a Il Cairo (Egitto) nel 1963 da madre ingegnere agronomo e padre diplomatico, Ghada Amer viaggia insieme alla famiglia tra il Medio Oriente, l\u2019Africa Occidentale e l\u2019Europa, fino a trasferirsi nel 1974 in Francia, che diventa il suo paese di adozione. Questi spostamenti geografici, linguistici nonch\u00e9 emotivi si riflettono su tutta la sua produzione artistica. Attualmente <strong>vive e lavora a New York<\/strong> dove si trasferisce nel 1996.<\/p>\n<p>L\u2019artista si forma all\u2019Accademia di Belle Arti di Villa Arson a Nizza dove nel 1987 ottiene il Dipl\u00f4me National d\u2019Arts Plastiques. Dopo aver studiato per un periodo alla School of Fine Arts di Boston (Massachusetts), ritorna nell\u2019Accademia di Nizza e nel 1989 consegue il Dipl\u00f4me National Sup\u00e9rieur d\u2019Expression Plastique. Nel 1991 si trasferisci a Parigi per studiare all\u2019Institut des Hautes \u00c9tudes en Arts Plastiques e decide di indirizzarsi esclusivamente all\u2019attivit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p>Amer esordisce negli anni Novanta, precisamente con la prima personale all\u2019Accademia dove ha studiato, esponendo un linguaggio scultoreo e pittorico con un uso dei materiali poveri. Nel 1995 partecipa alla 4\u00b0 Biennale di Istanbul e l\u2019anno dopo la galleria di Annina Nosei le dedica la prima personale in territorio americano. Nel 1997 l\u2019artista partecipa alla Biennale di Johannesburg e a Grenoble a La Magasin con la mostra <i>Vraiment: feminisme et art<\/i> a cura di Laura Cottingham che analizza le relazioni tra il lavoro d\u2019arte femminile francese e americano dagli anni Settanta. <strong>Nel 1999 espone alla 48&nbsp;a Biennale di Venezia<\/strong>, invitata da Harald Szeeman, <strong>dove riceve il Premio UNESCO<\/strong>. L\u2019anno dopo <strong>Amer \u00e8 la prima artista islamica ad avere una mostra personale in un museo israeliano<\/strong>, precisamente nel Museum of Art di Tel Aviv. Nel 2001 \u00e8 presente con <i>Pleasure<\/i> la sua prima personale in un museo statunitense, il Contemporary Arts Museum di Houston. Nel 2002 espone alla Gagosian Gallery di Londra e ad Art Basel con il <i>Peace garden<\/i> all\u2019interno del giardino botanico di Miami. Nel 2005 in collaborazione con gli studenti della Wellesley College (Massachusetts) crea l\u2019installazione <i>Reign of Terror<\/i> contro il terrorismo. Due anni dopo Ghada \u00e8 presente per la prima volta in un museo pubblico italiano con la sua personale al Macro.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dai primi anni dell\u2019attivit\u00e0 artistica, Ghada Amer ricerca nuove modalit\u00e0 operative alternative alla pittura, attingendo al <strong>mondo della sartoria e del ricamo<\/strong>. La passione della madre per gli abiti sicuramente influenzano e nutrono l\u2019immaginario della giovane Ghada, che decide di recuperare la <strong>tecnica tradizionalmente femminile del cucito<\/strong> trasformandolo da un processo di mera routine ad un mezzo espressivo di impatto, ma pur sempre riflessivo e prosaico, mediante il quale l\u2019artista attua una ridefinizione del ruolo della <a href=\"\/ledonnedellarte\/\">donna nell\u2019arte<\/a> e nella<a href=\"\/arteattivista\/\"> societ\u00e0<\/a>.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHo iniziato questo lavoro perch\u00e9 volevo dipingere senza usare la pittura, usando invece una tecnica \u2018femminile\u2019 per trasformare l\u2019atto del dipingere. La volont\u00e0 di trasformare la pittura senza dipingere era molto chiara nella mia mente. In quel momento non sapevo esattamente come realizzare questo proposito cucendo le immagini, ma mi piaceva l\u2019idea di sperimentare con le implicazioni del cucito e di esplorare l\u2019atto del cucire in relazione alla pittura\u201d (2001).<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Amer utilizza sagome ritagliate<\/strong> (riprese da riviste di moda femminili, ma che attingono anche all\u2019immaginario &nbsp;dei cartoon e del fumetto) <strong>che poi trasferisce graficamente su tela per poterle cucire e ricamare<\/strong>, una tecnica questa che diventa la sua personalissima cifra stilistica. Il ricamo da pulito e lineare dei primi lavori (prima del 1992) si fa progressivamente pi\u00f9 scomposto ed espressivo. Basti vedere le opere come <a href=\"\/ledonnedellarte\/?attachment_id=1002\"><i>Red diagonales<\/i><\/a> (2000), dove l\u2019artista integra anche delle colate di colore acrilico all\u2019intreccio dei ricami.<\/p>\n<p>I temi trattati dall\u2019artista sono l\u2019<a href=\"\/ledonnedellarte\/\">estremismo del femminismo<\/a>, il <a href=\"\/arteattivista\/\">fanatismo religioso<\/a> e la <a href=\"\/ledonnedellarte\/marlene-dumas\/\">seduzione del corpo<\/a>. Il soggetto privilegiato sono le <a href=\"\/ledonnedellarte\/\">donne<\/a>, cucite come figure predominanti, a volte ripetute nella medesima posizione. Spuntano cos\u00ec nel groviglio dei fili, <a href=\"\/ledonnedellarte\/annette-messager\/\">parti di corpi e particolari intimi<\/a> che appaiono e scompaiono nell\u2019intreccio, formando progressivamente l\u2019immagine, in una sorta di metafora del processo di ridefinizione dell\u2019identit\u00e0 femminile. Da atteggiamenti stereotipati e gesti ripetitivi di un universo domestico quotidiano (vedi le <a href=\"\/ledonnedellarte\/?attachment_id=1001\"><i>Cinq femmes au travail<\/i><\/a>, 1991, che rappresentano la donna nei cinque ruoli e funzioni tradizionalmente assegnati ad essa), nel 1992 le donne ricamate da Amer assumono atteggiamenti sessualmente espliciti e sono colte anche in atti di auto-erotismo, come <a href=\"\/ledonnedellarte\/?attachment_id=1004\"><i>Grey Lines<\/i> <\/a>(2004). Sono donne che, <strong>coscienti del loro potenziale sessuale<\/strong>, utilizzano lo sguardo maschile come strumento di potere e di rivolta.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHo voluto rappresentare la donna attraverso una tecnica identificata come femminile, e questo al fine di dare forza alle immagini (quella che chiamo doppia sottomissione) e liberarle grazie al loro potere di seduzione\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ghada con le sue opere offre una gancio destro ad un mondo maschilista che considera la donna come mero oggetto erotico non cosciente rivendicando, di contro, un<strong> ruolo sociale femminile ben delineato<\/strong>. La sua \u00e8 una riflessione sulla condizione delle donne che arriva a criticare severamente i discorsi culturali radicali e l\u2019insieme di stereotipi e di luoghi comuni.<\/p>\n<p>Inoltre parallelamente alle figure femminili, Amer lavora sul <a href=\"\/artistiparola\/\">linguaggio <\/a>attingendo al proprio retaggio islamico. L\u2019artista \u201cgioca\u201d cos\u00ec con le parole e dona loro l\u2019immediatezza e lo stesso valore delle immagini.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cQuando penso di usare il testo, non penso di tradurlo in disegni. Copiarlo significa gi\u00e0 illustrarlo\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Una delle opere pi\u00f9 esplicative nell\u2019uso da parte di Amer del linguaggio \u00e8 l\u2019 <a href=\"\/ledonnedellarte\/?attachment_id=1003\"><i>Encyclopedia of Pleasure <\/i><\/a>dove l\u2019artista trascrive e ricama con filo dorato su cinquantasette cubi i passi salienti e i titoli dei capitoli di questo testo enciclopedico arabo misconosciuto, che risale al tardo X e al primo XI secolo. Cos\u00ec sui cubi si leggono queste scritte \u201cIl desiderio delle donne per il coito\u201d o\u201cLe opinioni degli amanti sull\u2019unione sessuale\u201d. Dell\u2019opera l\u2019artista dice:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cRicamo questo lavoro come un omaggio alle donne, domandando loro (e a me stessa) se abbiamo una voce diversa da quella di un uomo per descrivere il mondo. Ho scelto di illustrare i passaggi tratti da questo libro proibito come una protesta contro la perdita di libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p>Un articolo di <strong>Daisy Triolo<\/strong><\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ghada Amer \u00e8 una artista egiziana tra le pi\u00f9 rappresentative nel panorama culturale internazionale. 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