Estremo Oriente

Yayoi Kusama

Yayoi Kusama è un’artista giapponese nata nel 1929 a Matsumoto City, in Giappone. Ha studiato pittura a Kyoto prima di spostarsi a Seattle nel 1957 e poi a New York, un anno dopo. Affermò che aveva iniziato a considerare la società giapponese “troppo piccola, servile, feudalistica e maschilista” e per tagliare netto con il passato distrusse la maggior parte dei dipinti che aveva prodotto in Giappone.

Nel 1966, insieme a Louise Bourgeois e Eva Hesse, partecipo’ alla mostra “Astrazione eccentrica”a New York e fece parte dell’avanguardia di artiste femministe degli anni ’60.

Kusama è risconosciuta a livello internazionale per la sua produzione di dipinti ispirati ad allucinazioni e ricordi d’infanzia e di istallazioni come Infinity Mirror Room (1965). Il suo stile consiste nel moltiplicare all’infinito e in maniera ossessiva dei sacchetti riempiti d’ovatta e colorati di bianco che rappresentavano il fallo. Kusama crea così campi di escrescenze, tra l’oggetto minimalista e le immagini pop, per l’utilizzo ossessivo di pois rossi.

“Con un solo puntino, non possiamo ottenere nulla. Nell’universo, c’e’ il sole, la luna, la terra e miliardi di stelle. Cercare di capire la filosofia dell’universo attraverso l’arte mi ha portato a perseguire una cosiddetta ripetizione stereotipica”

La forma fallica viene così trasformata in una parodia di sé stessa: ambienti e oggetti diventavano indistinti, sommersi dai pois e dai bozzoli bianchi. Tra le opere più note c’è “Accumulazioni” del 1961, “Aggregazione: mille barche” del 1964 e “Casa di specchi infinita – Campo di falli” del 1965. Con queste opere Kusama vuole immergere lo spettatore nei suoi pensieri piu’ ossessivi e inquietanti che prendono forma di accumulazioni e ripetizioni.

Nonostante il successo dei primi anni, Kusama fu costretta a tornare in Giappone nel 1970 perché affetta da gravi problemi mentali che la costrinsero a ritirarsi dalla scena artistica per alcuni decenni. Ancora oggi l’artista risiede all’ospedale psichiatrico di Seiwa a Tokyo – in forma volontaria.

Nel 1993 Yayoi Kusama ritorno’ a produrre arte rappresentando il Giappone alla Biennale di Venezia. Il 2017 fu un altro anno molto prolifico per l’artista: presento’ l’opera “Yayoi Kusama: Infinity Mirrors” al Hirshhorn Museum a Washington, D.C., “Yayoi Kusama: Life is the Heart of Rainbow” alla National Gallery di Singapore e altre due esibizioni personali al David Zwirner di New York.

 

 

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